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Fresco di stampa “Lettere per te” di Venceslao Soligo 

La Gazzetta Italo-Brasiliana ha il piacere di presentare l´ultima fatica letteraria del giornalista e scrittore Venceslao Soligo, presidente emerito e fondatore dell´Associazione Stampa Italiana in Brasile nonché illustre cultore di discipline filosofiche.

Veneto puro sangue, si trasferisce in Brasile ancora giovane e qui, tra le varie attività, esercita principalmente quella giornalistica culturale in cui eccelle per le apprezzate analisi, svolte sempre con metodologia critica, su tutto ciò che appartiene al campo della cultura. Ricopre per 15 anni la funzione di consigliere del Console della Repubblica di San Marino a San Paolo, Lantermo di Montelupo; per quattro anni la stessa funzione per il Console della Repubblica di Malta a San Paolo, Fiorella Baggio; e da 15 anni è iscritto all´albo dell´Ordine  dei Giornalisti in Italia.

Recensione di Giuseppe Arnò 

giornalista e avvocato

Lo scrittore Venceslao Soligo conduce con mano maestra e decisa i suoi lettori attraverso gli episodi che hanno maggiormente segnato la sua vita. In “Lettere per te” egli ritrova se stesso. La scelta del romanzo autobiografico sorge in lui allorché avverte la necessità di esprimere con lo scritto stati d´animo e sensazioni marcanti. Nella narrativa si avverte un messaggio di speranza attraverso i suggerimenti rivolti a coloro che dovessero trovarsi in situazioni analoghe a quelle descritte. 

 Tutto sommato, “Lettere per te” può essere definito un romanzo filosofico, caratterizzato dalle dimensioni contenute, a metà tra il racconto e la lunga narrazione. lo scrittore in realtà vuol parlare non alla tua mente, ma al tuo cuore, trascendendo anche le filosofie passate e presenti… La storia romanzata dell’autore si presenta, tra l’altro, come un buon veicolo di trasmissione di insegnamenti e concetti filosofici; l’acquisizione della “conoscenza”, nel caso in ispecie. 

 Attraverso lo scritto, l’autore traduce il suo pensiero filosofico personificandolo in determinati personaggi, che lo rendono vivo incentivando il lettore a riflettere, partendo da intuizioni anziché dalla terminologia specifica, di tipo strettamente razionale, con cui comunichiamo. Tramite l’arte in generale e la letteratura, nel caso che ci riguarda, è possibile in teoria moltiplicare  all’ennesima potenza le nostre chances di migrare dentro un’altra vita – cosa che la natura umana materialmente non ci concede – assorbendola sia come esperienza conoscitiva che intellettuale. Da ciò ne deriva, oltre al gusto in sé di una piacevole lettura, l’acquisizione di nuovi conoscimenti. Se è stata questa l’intenzione dell’autore, obiettivo pienamente raggiunto!

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