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Costruire insieme la Pace: parte da Otranto, la Città dell’Alba dei Popoli, l’esortazione ‘Sia Pace alle aurore che verranno’

“In piedi costruttori di Pace” il monito di don Tonino Bello è risuonato più volte durante il Forum sulla Paceche si è tenuto a Otranto, organizzato dal Distretto 2120 del Rotary International Puglia e Basilicata, dai sei RC salentini e dall’Istituto Toniolo di Milano – Ente Fondatore e Garante dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il Forum sulla Pace ha rappresentato un modo concreto di fare rete tra due diverse realtà, il Rotary, organizzazionesuper partes e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Ateneo dei cattolici italiani, realtà impegnate nel ricercare, come ha insegnato Papa Giovanni XXIII, ciò che unisce e non ciò che divide, in questo caso, il valore condiviso ed essenziale della Pace.

Il Forum ha rappresentato anche la prima iniziativa che inaugura l’evento nazionale promosso dall’Istituto Toniolo riguardante i cento anni dall’istituzione della Giornata nazionale per l’Università Cattolica, richiesta nel 1924 dalla cofondatrice beata Armida Barelli, e decretata dal Papa Pio XI.

Rappresentanti di istituzioni civili e militari, un pubblico numeroso e anche una rappresentanza dei giovani studenti dell’Istituto Alberghiero di Otranto hanno seguito con attenzione gli spunti di riflessione consegnate dagli interventi dei relatori.

Costruire una ‘Cultura di pace’, dunque, perché la pace è rispetto, è tolleranza, è inclusività, è accoglienza.

E non poteva che tenersi a Otranto, città di accoglienza per natura e vocazione, il Forum sulla Pace. Lo ha evidenziato nei saluti, prima dell’apertura dei lavori, proprio il sindaco di Otranto: “La nostra città è sicuramente il luogo che può evocare al meglio il tema della Pace – ha sottolineato il Senatore Francesco Bruni,ricordando che – negli scorsi anni Otranto ha ricevuto dall’UNESCO l’importantissimo riconoscimento come ‘sito messaggero di Pace.”

La parola pace non significa solo fine di una guerra ma esprime un concetto molto più ampio: quello di garantire le premesse per allontanare un conflitto creando le condizioni interne all’uomo per non privilegiare la guerra. La pace è dunque molto di più del tempo che segue alla fine della guerra. Pace è lavoro, cibo, acqua, salute, istruzione, dignità, uguaglianza, giustizia, rispetto, fraternità, nonviolenza, libertà, dialogo, democrazia, legalità, solidarietà, inclusione, accoglienza, responsabilità, diritti umani, memoria, si memoria del sacrificio di chi ci ha preceduti” – ha spiegato Gina Morciano, Assistente del Governatore Vincenzo Sassanelli, del Distretto 2120 del Rotary International, che si è adoperata, insieme ad Antonio Cotardo, entrambi delegati pugliesi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel coordinamento e organizzazione del Forum sulla Pace di Otranto.

Tra i relatori, S.E. Monsignor Santo Marcianò, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, segretario della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana, S.E. Monsignor Francesco Neri, O.F.M. Cap., Arcivescovo di Otranto, il Governatore Distretto 2120 del Rotary International, Vincenzo Sassanelli, il PDG Marco Torsello, Presidente Commissione Distrettuale Rotary Foundation Vice Governatore Distretto 2120, il PDG Senatore Mario Greco, il prof. Ernesto Preziosi, Direttore della funzione Rapporti con le istituzioni culturali e territoriali Università Cattolica del Sacro Cuore, il prof. Riccardo Redaelli, ordinario di ‘Storia e istituzioni dell’Asia’ presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, e docente di ‘Geopolitica’ e di ‘Post Confict e gestione delle emergenze’, Fabio Zavattaro, giornalista vaticanista e per gli organizzatori, Eliseo Aprile, Presidente RC Tricase-Capo di Leuca, Gina Morciano e Antonio Cotardo.

 “La pace è pienezza di vita, traguardo della convivenza sociale, completezza e riconciliazione con i fratelli – ha esordito S.E. Rev.ma Monsignor Santo Marcianò – che ha parlato della pace come la motivazione autentica del ‘servizio’ nel mondo militare. “Nulla senza la pace può dare valore, realizzazione, felicità all’esistenza umana: neppure il raggiungimento di idoli quali il potere, il denaro, il successo, la cui sete è all’origine della guerra. Pace è custodire il creato, custodire l’ambiente – le parole di S. E.Marcianò – e i militari sono, da sempre, impegnati nelle emergenze, nelle calamità, dando così un apporto straordinario alla pace che non può esistere senza il rispetto della persona umana. E la pace, in realtà, è desiderio profondo anche di chi non la comprende o la sta distruggendo. Ecco perché è importante ‘educare’ alla pace.”

Il Governatore Vincenzo Sassanelli ha utilizzato il doppio binario di parole e musiche di pace per attraversare gli anni, gli eventi e le guerre a partire dal 1914: movimenti per la pace, ONU, musica, i giovani e la speranza di un mondo senza guerra. Intenso, forte e commovente il momento in cui sullo schermo sono passate le immagini di Happy Xmas/War is Over , il video con cui Yoko Ono e John Lennon fecero gli auguri di Natale ai due figli dai quali, quell’anno, erano lontani.

Conflitti, bambini e adulti mutilati e sofferenti nel corpo e nello spirito, il video è lo sguardo indignato sull’orrore della guerra. In chiusura del suo intervento, il Governatore Sassanelli ha fatto una riflessione guidata dalla frase di Mahatma Gandhi ‘Occhio per occhio ci renderà tutti ciechi’ che racchiude l’essenza stessa della parola ‘Pace’.

Necessario comprendere le culture legate al mondo del vicino Oriente secondo il prof. Ernesto Preziosi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha analizzato gli scenari geopolitici e il ruolo delle Istituzioni internazionali e ha sottolineato che un ruolo fondamentale lo può svolgere la “buona politica”. Verità, giustizia, solidarietà, libertà rappresentano, infatti, le basi per un dialogo internazionale rispettoso della dignità di ogni individuo, a prescindere dai confini nazionali.

Il prof. Riccardo Redaelli nel suo intervento dal titolo “Cos’è la Pace? Assenza di conflitto o qualcosa in più?” ha affrontato il tema della sicurezza parlando dell’Human Security che sposta la prospettiva della sicurezza militare (protezione delle frontiere) al concetto del people-centred, visione di una pace fondata sulla centralità delle persone. Si struttura, dunque, da qui l’idea che la pace debba essere qualcosa di più di solo assenza di conflitto, perché richieda uno sforzo di tutti per evitare i crimini più gravi contro l’umanità. Ciò configura un diritto /dovere della comunità interazionale di proteggere le popolazioni nel rispetto dei diritti umani avendo contezza che costruire la pace significa non solo agire durante una crisi ma soprattutto vegliare su responsabilità ex ante, per prevenire i conflitti, che ex post, ovvero dopo un conflitto.

Per Marco Torsello, Presidente Commissione Rotary Foundation “La pace è una pietra miliare della missione del Rotary International e tutti noi soci la perseguiamo e ci comportiamo da cittadini attivi. Con la nostra dedizione siamo certi di poter determinare cambiamenti duraturi nei comportamenti, dei singoli e delle popolazioni, tali che possano creare pace a livello locale e globale.”

Il Forum è stata una giornata di riflessione, ispirata alla consapevolezza che la Pace è un bene universale, che sottolinea il diritto di tutti a godere della Pace e il dovere di preservarla a ogni costo” – le parole del PDG Senatore Mario Greco, che ha aggiunto – “Il dialogo culturale è la chiave di volta di quella migliore comprensione reciproca che genera la pacificazione tra i popoli e consente politiche di cooperazione economica e di sicurezza più efficaci. Questo, tra l’altro, è uno dei testuali passaggi che sono riuscito a far approvare e inserire in più di una Risoluzione a mia firma negli anni in cui ho presieduto la Commissione  ‘Scambi culturali ed umani’ dell’Assemblea Parlamentare Euro Mediterranea, organismo creato con il Partenariato Euro Mediterraneo siglato nel 1995 a Barcellona proprio per favorire tra i Parlamenti dei Paesi dell’Unione Europea e quelli di 12 Paesi della sponda Sud del Mediterraneo il dialogo politico e sicurezza, economico, culturale.”

Questo Forum sulla Pace è stata una missione comune del Rotary e dell’Università Cattolica – ha precisato Antonio Cotardo –  Educare alla pace, creando ambienti di pace è il vero obiettivo: da una parte il mondo accademico, che attraverso gli insegnamenti aiuta gli studenti nel percorso formativo a riflettere sul contributo che ogni disciplina può dare riguardo alla costruzione della pace; dall’altra il Rotary che, programmando e attuando progetti di service, evidenzia e affronta le cause alla base dei conflitti, tra cui la povertà, la discriminazione, le tensioni etniche, la mancanza di accesso all’istruzione e la distribuzione iniqua delle risorse.

Fabio Zavattaro, giornalista vaticanista, il cui intervento ha rappresentato un significativo contributo, ha raccontato delle proprie esperienze in numerosi scenari di guerra da Sarajevo alla Palestina, e soprattutto, ha parlato di quel processo di pace interrotto il giorno dell’uccisione di Rabin.

In chiusura le parole di S.E. Monsignor Francesco Neri che ha citato il Papa Giovanni XXIII e ha esortato alla preghiera per invocare la Pace.

Questa la preghiera recitata da tutti i presenti:

O Principe della Pace, Gesù Risorto, guarda benigno all’umanità intera.

Essa da Te solo aspetta l’aiuto e il conforto alle sue ferite.

Tu sempre prediligi i piccoli, gli umili, i doloranti; sempre vai a cercare i peccatori.

Fa’ che tutti Ti invochino e Ti trovino, per avere in Te la via, la verità, la vita.

Allontana dal cuore degli uomini ciò che può mettere in pericolo la pace, e confermali nella verità, nella giustizia, nell’amore dei fratelli.

Accendi le volontà di tutti a superare le barriere che dividono, a rinsaldare i vincoli della mutua carità, a essere pronti a comprendere, a compatire, a perdonare, affinché nel Tuo nome le genti si uniscano, e trionfi nei cuori, nelle famiglie, nel mondo, la pace, la Tua pace.

Tu vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

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