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Cinquanta feriti tra passeggeri e membri dell’equipaggio dopo che un Boeing della LATAM Airlines ha subito un improvviso calo di quota

L’aereo era in volo tra l’Australia e la Nuova Zelanda. Da chiarire le cause del guasto

Ancora problemi per la Boeing, storica società statunitense produttrice di velivoli, civili e militari. In queste ore, l’azienda è stata bersagliata nuovamente da numerose critiche, dopo che uno dei suoi aerei è stato coinvolto in un incidente che ha generato il ferimento di 50 passeggeri. L’11 marzo, un Boeing 787-9 Dreamliner di LATAM Airlines (registrato CC-BGG) operava il volo LA800 tra Sydney, Australia, e Auckland, Nuova Zelanda. Un problema tecnico che ha causato un “ forte calo di quota” ha provocato la proiezione nel soffitto dell’aereo dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio. L’improvviso calo di quota si è verificato quando mancava circa un’ora al volo e si trovava tra l’Australia e la Nuova Zelanda. I passeggeri sono stati successivamente soccorsi dal personale paramedico, non appena il Boeing 787-9 Dreamliner è atterrato ad Auckland. Stando alle prime indiscrezioni, quasi tutte le persone a bordo sono rimaste ferite lievemente. Dodici passeggeri, però, sono stati trasportati in ospedale e sembrerebbe che uno di loro versasse in condizioni piuttosto gravi. Nel frattempo, i passeggeri in arrivo ad Aukland hanno riferito ai media locali che l’aereo sul quale stavano viaggiando ha perso rapidamente quota, generando il panico tra i presenti. Uno dei viaggiatori ha riferito ai microfoni della radio RNZ che “le persone volavano in aria perché non indossavano le cinture di sicurezza. Molti sono rimasti feriti. Tutti noi abbiamo avuto grande paura”. Al momento, non è stata ancora fatta chiarezza circa il problema tecnico che avrebbe causato il vuoto d’aria e la brusca virata del velivolo. Ciò che è certo, è che il mese di marzo non è iniziato nel migliore dei modi per l’azienda americana. Solo una settimana fa, un incendio ad un motore costrinse un Boeing 737 ad effettuare un atterraggio di emergenza a Houston, in Texas, poco dopo il decollo. La United Airlines ha poi affermato che il motore aveva ingerito del pluriball di plastica che si trovava sull’aerodromo, prima della partenza. Due giorni più tardi, invece, la presenza di fumo nella cabina di un Boeing 737-800 costrinse il pilota ad un atterraggio di emergenza a Portland, Oregon. Giovedì scorso, uno pneumatico è caduto da un Boeing 777-200 dopo il decollo a San Francisco, distruggendo un’auto, incidente documentato dallo “Sportello dei Diritti”, con un video disponibile all’indirizzo https://www.sportellodeidiritti.org/news/item/l-aereo-di-linea-della-united-airlines-effettua-un-atterraggio-di-emergenza-dopo-aver-perso-uno-pneumatico-durante-il-decollo. L’aereo era diretto in Giappone ma è stato dirottato a Los Angeles, onde evitare guai peggiori. Gli eventi dell’ultima settimana, naturalmente, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si aggiungono all’incidente quasi catastrofico avvenuto a gennaio, quando un pannello della fusoliera di un jet Boeing 737 MAX 9 di Alaska Airlines esplose durante il volo. Un episodio per il quale il Dipartimento di Giustizia americano ha avviato un’indagine penale nei confronti dell’azienda.

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