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Australia, raro filmato di un coccodrillo che mangia due piccoli di squalo in riva

Il coccodrillo marino icona nazionale, ma spesso letale. Le raccomandazioni dell’autorità del Queensland per bagnanti e turisti. Ecco il video

Una donna che pescava a Cardwell, a nord di Townsville, una città della costa nord-orientale dell’Australia, nello Stato del Queensland, ha catturato in un video l’incredibile momento in cui un enorme coccodrillo è arrivato a riva e ha mangiato due piccoli squali da lei pescati che tuttavia, stava liberando in mare, quando ha notato la bestia preistorica di oltre tre metri che si trovava a riva interessato alle sue catture. Il video, diventato virale, mostra come il rettile si avvicina senza farsi notare e in una frazione di secondo, getta gli squali in bocca, prima di nuotare lentamente lontano in mare aperto. Il coccodrillo marino un’icona nazionale. Ma letale. Questo ennesimo episodio, infatti, ripropone le raccomandazioni dell’autorità del Queensland per proprietari di animali domestici, bagnanti e turisti di mantenere una distanza di sicurezza dal bordo dell’acqua nel “Croc Country”. Nonostante la bellezza di Cardwell, la presenza di predatori all’apice della catena alimentare, come i coccodrilli, pone rischi quotidiani sia per la gente del posto che per gli animali domestici. Il filmato scatena ancora una volta discussioni della comunità sulle misure di sicurezza, con il governo del Queensland che sollecita una distanza di cinque metri dall’acqua e prudenza negli habitat di coccodrilli. L’episodio, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti”, serve da vivido promemoria per coesistere in sicurezza con la fauna selvatica, sottolineando l’importanza della consapevolezza e dell’osservanza delle pratiche di sicurezza raccomandate. L’Australia è famosa, tra l’altro, anche per i suoi coccodrilli di mare. Che non sono propriamente esemplari usciti dagli schizzi di Walt Disney quanto giganti voraci e catafratti che dal 1971 hanno fatto registrare oltre 110 attacchi nei confronti dell’uomo, un terzo dei quali fatali. Il numero dei coccodrilli di mare è esploso nelle regioni dell’Australia settentrionale da quando sono stati dichiarati specie protetta, un dato che di fronte a una recente recrudescenza di attacchi ha innescato di nuovo le polemiche sul controllo dei “saltwater crocs”.”Nessun coccodrillo di mare è innocuo” spiega con sapienza ancestrale Reuben Jones, guida di “Indigenous tour”. “Sono tutti fondamentalmente programmati per uccidere. Sono i più grossi del mondo e sono tutti aggressivi”.I coccodrilli australiani, specie protetta come detto, sono oggi stimati tra i 100 e i 200mila esemplari, dopo essere stati quasi sul punto di sparire una cinquantina di anni fa. Ma il 2014 è stato l’anno peggiore, con un record di attacchi contro l’uomo, quattro dei quali mortali, scatenando violente contrasti politici sulle loro cause, palleggiate tra il numero ormai eccessivo e l’intrusione umana nel loro habitat naturale.  Alcuni tour operator sono stati accusati di favorire incontri ravvicinati troppo pericolosi a causa dell’abitudine di attirare con esche di carne i coccodrilli facendoli saltare fuori dall’acqua per la gioia dei turisti. Richieste ufficiali per la riduzione forzata o per safari di caccia al coccodrillo non hanno ancora preso piede in Australia. Nel frattempo, per stare al sicuro in una “crocodile country” è sempre bene non perdere di vista i cartelli di pericolo. Ecco il link del video disponibile all’indirizzo: https://www.itemfix.com/v?t=k7hebk&jd=1

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