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Arrivano i soliti saldi. In attesa di abolirli, come evitare guai

Saldi invernali in arrivo: da domani 3 gennaio partono in Valle d’Aosta, dal 5 gennaio in tutte le altre regioni.
La regola base è che sui cartellini deve essere indicato il prezzo originario con la percentuale di sconto.

Dalle regole/divieti alla realtà
Ammesso che qualcuno abbia ancora soldi per fare acquisti dopo il Black Friday e il Cyber Monday, gli acquisti di Natale a prezzi pieni o scontati che comunque si trovano sempre, nei negozi in presenza e soprattutto online… ammesso che… facciamoci un “bagno di realtà”: le regole ci sono o non ci sono?
Siccome noi crediamo che sia solo un gran gioco delle parti, soprattutto quella istituzionale regionale che si riunisce e stabilisce le proprie regole (tutto coi soldi dei contribuenti)…

…facciamo un giochino e poi vediamo l’effetto che fa:
– farsi un giretto nelle vetrine in presenza e online e prendere nota dei costi di alcuni prodotti, sì da confrontarli poi con i prezzi che compariranno i giorni dei saldi. “Sorpresa” possibile: i prezzi su cui viene applicato lo sconto non sono quelli originari, ma ritoccati in modo che il prezzo “scontato” di vendita è identico o simile a quello non scontato del periodo pre-saldi.
– inviare denunce documentate alle autorità di polizia annonaria (vigili), nonché all’Antitrust per pratica commerciale scorretta.

Ammesso che poi verrà comminata una qualche sanzione, cosa si sarà ottenuto? Siccome i costi delle sanzioni saranno sempre inferiori ai ricavi ottenuti dal singolo commerciante che ha violato le norme, ecco che “il gioco vale la candela”, tutti continueranno come prima e le leggi continueranno ad essere considerate un orpello che conviene violare (educazione civica?).

Ma veramente sono necessarie leggi regionali che disciplinino le vendite a saldo? In un mercato libero in cui aziende private si inventano (legalmente) tutti i venerdì e lunedì possibili per stimolare sconti e acquisti? Sempre nello stesso mercato libero in cui un singolo venditore può fare gli sconti che vuole quando e come ritiene opportuno?

Che si chiamino pure “saldi”, ma leviamoli dalle decisioni istituzionali del quando.
“Lasciamoli” alla fantasia e al marketing dei singoli commercianti e delle loro associazioni.

Con quale risultato?
Semplificare e razionalizzare: se viene violata una qualche legge (pratica commerciale scorretta, per esempio, o vera e propria truffa), tra Antitrust e codice penale ce n’è abbastanza. E, infine, vuoi mettere il risparmio dei costi istituzionali che fanno norme doppione e inutili?

Ho comprato e qualcosa non torna
se quanto acquistato ha un difetto di conformità (diverso da come dovrebbe essere), grazie alla legge sulla garanzia dovuta dal commerciante (valida due anni), si può pretendere riparazione, cambio o resa dei soldi (1).
Questo vale per gli acquisti in presenza e online.
Se si acquista online, vale solo il diritto di recesso (2).
In mancanza di disponibilità del commerciante, ci si valga con una diffida ad adempiere (3)… sperando di non dover poi portare il commerciante davanti ad un giudice di pace per farlo tornare a comportamenti legali (4).

Aduc ha un servizio di consulenza/assistenza online è in presenza: https://sosonline.aduc.it/info/consulenza.php

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