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“ZIGULÌ. LA MIA VITA DOLCEAMARA CON UN FIGLIO DISABILE” – IL 6 GIUGNO PRESENTAZIONE IN RETTORATO DEL LIBRO DI MASSIMO VERGA

Si svolgerà mercoledì 6 giugno 2012 alle ore 18 nella sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento (piazza Tancredi 7, Lecce) la presentazione del libro di Massimiliano Verga “Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile” (Mondadori). L’iniziativa è del Centro per l’integrazione dell’Ateneo e della segreteria provinciale di Lecce di Sfida – Sindacato famiglie italiane diverse abilità.

Dopo l’introduzione del professor Luigi Santoro, delegato del Rettore per la Disabilità e l’integrazione, l’autore Massimiliano verga, docente di Sociologia del diritto all’Università di Milano Bicocca, verrà intervistato da Stefano Mensurati, vicedirettore dei Giornali radio Rai. Conclusioni affidate a Vito Berti, segretario provinciale Sfida.

> Il libro (dalla quarta di copertina)

«Metà di quello che ho scritto è uscito in una notte. Il resto sul tram, mentre andavo al lavoro», racconta Massimiliano Verga, padre di Jacopo, Cosimo e Moreno, un bellissimo bambino di otto anni, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni. «Così ho raccolto gli odori, i sapori e le immagini della vita con mio figlio Moreno. Odori per lo più sgradevoli, sapori che mi hanno fatto vomitare, immagini che i miei occhi non avrebbero voluto vedere. Ho perfino pensato che fosse lui ad avere il pallino della fortuna in mano, perché lui non può vedere e ha il cervello grande come una Zigulì. Ma anche ai sapori ci si abitua. E agli odori si impara a non farci più caso. Non posso dire che Moreno sia il mio piatto preferito o che il suo profumo sia il migliore di tutti. Perché, come dico sempre, da zero a dieci, continuo a essere incazzato undici. Però mi piacerebbe riuscire a scattare quella fotografia che non mi abbandona mai, quella che ci ritrae quando ci rotoliamo su un prato, mentre ce ne fottiamo del mondo che se ne fotte di no». Queste pagine sono una raccolta di pensieri e immagini quotidiane su che cosa significhi vivere accanto a un disabile grave (la rabbia, lo smarrimento, l’angoscia, il senso di impotenza), pensieri molto duri, ma talvolta anche molto ironici, su una realtà che per diverse ragioni (disagio, comodità, pietà) tutti noi preferiamo spesso ignorare. E che forse, proprio perciò, nessuno ha mai raccontato nella sua spietata interezza

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