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SINODO AL SERVIZIO DELLA MISSIONE E DELLA COMUNIONE DELLA CHIESA COME ESPRESSIONE DELLA COLLEGIALITÀ

(VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza i membri del XIII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, riuniti a Roma per decidere con il Pontefice la scelta del tema della prossima Assemblea Generale Ordinaria.

La XIII Assemblea del Sinodo svoltasi nell’ottobre scorso in Vaticano, ha avuto per tema: “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”. “C’è una stretta connessione tra questi due elementi – ha detto il Papa – la trasmissione della fede cristiana è lo scopo della nuova evangelizzazione e dell’intera opera evangelizzatrice della Chiesa, che esiste proprio per questo. L’espressione ‘nuova evangelizzazione’, poi, mette in luce la consapevolezza sempre più chiara che anche nei Paesi di antica tradizione cristiana si rende necessario un rinnovato annuncio del Vangelo, per ricondurre ad un incontro con Cristo che trasformi veramente la vita e non sia superficiale, segnato dalla routine. E questo ha conseguenze nell’azione pastorale”.

Papa Francesco ha citato in merito le parole del Servo di Dio Paolo VI nel suo discorso al Collegio Cardinalizio nel 1973: “‘le condizioni della società ci obbligano a rivedere i metodi, a cercare con ogni mezzo di studiare come portare all’uomo moderno il messaggio cristiano, nel quale soltanto egli può trovare la risposta ai suoi interrogativi e la forza per il suo impegno di solidarietà umana’. (…) Vorrei incoraggiare l’intera comunità ecclesiale – ha proseguito Papa Francesco – ad essere evangelizzatrice, a non aver paura di ‘uscire’ da sé per annunciare, confidando soprattutto nella presenza misericordiosa di Dio che ci guida. Le tecniche sono certo importanti, ma neppure le più perfette potrebbero sostituire l’azione discreta ma efficace di Colui che è l’agente principale dell’evangelizzazione: lo Spirito Santo. Occorre lasciarsi condurre da Lui, anche se ci porta su strade nuove; occorre lasciarsi trasformare da Lui perché il nostro annuncio avvenga con la parola sempre accompagnata da semplicità di vita, da spirito di preghiera, da carità verso tutti, specialmente i piccoli e i poveri, da umiltà e distacco da sé, da santità di vita”.

Il Sinodo dei Vescovi “è stato uno dei frutti del Concilio Vaticano II” e “Grazie a Dio, in questi quasi cinquant’anni, si sono potuti sperimentare i benefici di questa istituzione, che, in modo permanente, è posta al servizio della missione e della comunione della Chiesa, come espressione della collegialità. (…) Aperti alla grazia dello Spirito Santo, anima della Chiesa – ha concluso il Pontefice – siamo fiduciosi che il Sinodo dei Vescovi conoscerà ulteriori sviluppi per favorire ancora di più il dialogo e la collaborazione tra i Vescovi e tra essi e il Vescovo di Roma”.

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