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“SGUARDO SULL’800 INDIANO”. IL 21 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ROSA MARIA CIMINO

Verrà presentato martedì 21 maggio 2013, alle ore 17.30 nel Padiglione Chirico del Monastero degli Olivetani (viale San Nicola, Lecce), il volume “Sguardo sull’800 indiano. Jaipur: dipinti murali della ‘Casa delle Belle Donne’” (Congedo editore) di Rosa Maria Cimino, associato di Archeologia e storia dell’arte dell’India e dell’Asia centrale all’Università del Salento.

Alla presentazione interverranno i professori Mario Lombardo, Regina Poso e Lucio Galante dell’Università del Salento e Fabio Scialpi dell’Università di Roma “La Sapienza”.

> Il libro

I dipinti murali oggetto di questa pubblicazione appartengono a un palazzo situato nella città di Jaipur in Rajasthan che noi, per l’abbondanza di immagini femminili, abbiamo voluto chiamare ‘Casa Delle Belle Donne’. Nell’800 ne era proprietaria una prestigiosa famiglia di sacerdoti, purohit, a stretto contatto con il Maharaja Ram Singh II, immortalato tra i dipinti con cinque ritratti. La sala dei ricevimenti con i suoi fastosi dipinti, oltre a donarci il gusto – rasa – della ‘cosa bella’ nello sfavillio dei colori e nel fascino romantico delle immagini, ci introduce nell’ormai lontano mondo dei maharaja, i prodi guerrieri dal ‘forte sentire’ delle antiche leggende e, nello stesso tempo, nelle altrettanto favolose atmosfere dei loro palazzi dove essi venivano trattati come divinità viventi, alle quali tutto era concesso, lussi e sregolatezze, agi e delizie di ogni tipo. Nello stesso tempo le pitture forniscono un validissimo e si può dire unico mezzo per entrare nella loro quotidianità attraverso la riproduzione meticolosa degli ambienti, arredamenti, oggetti, ma anche di rituali e festività che ormai stanno scomparendo o sono ormai definitivamente perduti. La presenza di farangi (stranieri) a Jaipur ha determinato importanti cambiamenti non solo nell’arredamento e nelle abitudini di vita, ma anche in molte sfere del sapere, dall’astronomia alla fotografia, (passatempi preferiti del Maharaja Ram Singh II), nelle arti in generale, ma anche in altri campi, in architettura, nell’istruzione (allargata anche alle donne), nella medicina con la costruzione di ospedali, nel diritto e nella politica. In pittura fu acquisito un nuovo modo di concepire lo spazio e i volumi delle immagini, dando vita a nuovi modelli artistici. L’attenta osservazione dei dipinti rende palesi i mutamenti del gusto nell’India dell’800.

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