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PAPA FRANCESCO: “EVITATE LO SCANDALO DI ESSERE ‘VESCOVI DI AEROPORTO’”!

(VIS). Alle 12:00 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Vescovi di recente nomina partecipanti al Corso promosso dalla Congregazione per i Vescovi e dalla Congregazione per le Chiese Orientali.

Con le parole di San Pietro “Pascete il gregge di Dio che vi è affidato”, Papa Francesco ha ricordato ai Vescovi che: “Siamo chiamati e costituiti Pastori, non Pastori da noi stessi, ma dal Signore e non per servire noi stessi, ma il gregge che ci è stato affidato, servirlo fino a dare la vita come Cristo, il Buon Pastore”.

“Che cosa significa pascere, avere ‘abituale e quotidiana cura del gregge’. Tre brevi pensieri. Pascere significa: accogliere con magnanimità, camminare con il gregge, rimanere con il gregge. Accogliere, camminare, rimanere. Riguardo al primo punto il Santo Padre ha esortato i Vescovi con queste parole: “Il vostro cuore sia così grande da saper accogliere tutti gli uomini e le donne che incontrerete lungo le vostre giornate e che andrete a cercare quando vi metterete in cammino nelle vostre parrocchie ed in ogni comunità”.

Relativamente al secondo punto, camminare con il gregge, accogliere con magnanimità, camminare, il Santo Padre ha affermato: “Questo vuol dire mettersi in cammino con i propri fedeli e con tutti coloro che si rivolgeranno a voi, condividendone gioie e speranze, difficoltà e sofferenze, come fratelli e amici, ma ancora di più come padri, che sono capaci di ascoltare, comprendere, aiutare, orientare. (…) E nel camminare vorrei richiamare l’affetto verso i vostri sacerdoti. I vostri sacerdoti sono il primo prossimo; il sacerdote è il primo prossimo del Vescovo – amate il prossimo, ma il primo prossimo è quello -, indispensabili collaboratori di cui ricercare il consiglio e l’aiuto, di cui prendersi cura come padri, fratelli e amici”. Riferendosi alla necessaria presenza dei Vescovi nella diocesi, il Papa ha raccomandato: “Siate pastori con l’odore delle pecore, presenti in mezzo al vostro popolo come Gesù Buon Pastore. (…) Scendete in mezzo ai vostri fedeli (…). E qui vorrei aggiungere: lo stile di servizio al gregge sia quello dell’umiltà, direi anche dell’austerità e dell’essenzialità. Per favore, noi Pastori non siamo uomini con la ‘psicologia da principi’ – per favore – uomini ambiziosi che sono sposi di questa Chiesa, nell’attesa di un’altra più bella o più ricca. Ma questo è uno scandalo! Se viene un penitente e ti dice: ‘Io sono sposato, vivo con mia moglie, ma guardo continuamente a quella donna che è più bella della mia: è peccato, Padre?’ Il Vangelo dice: è peccato di adulterio. C’è un ‘adulterio spirituale’? Non so, pensate voi. Non essere nell’attesa di un’altra più bella, più importante, più ricca. State bene attenti di non cadere nello spirito del carrierismo! È un cancro, quello!”

Infine il Papa si è soffermato sul terzo elemento: “Rimanere con il gregge. Mi riferisco – ha detto – alla stabilità, che ha due aspetti precisi: ‘rimanere’ nella diocesi, e rimanere in ‘questa’ diocesi, come ho detto, senza cercare cambi o promozioni”. Se è necessario assentarsi dalla diocesi, “sia per lo stretto tempo necessario e non abitualmente. “Siete sposi della vostra comunità, legati profondamente ad essa! Vi chiedo, per favore, di rimanere in mezzo al vostro popolo. (…) Evitate lo scandalo di essere ‘Vescovi di aeroporto’! Siate Pastori accoglienti, in cammino con il vostro popolo, con affetto, con misericordia, con dolcezza del tratto e fermezza paterna, con umiltà e discrezione, capaci di guardare anche ai vostri limiti e di avere una dose di buon umorismo. Questa è una grazia che dobbiamo chiedere, noi Vescovi. Tutti noi dobbiamo chiedere questa grazia: Signore, dammi il senso dell’umorismo. Trovare la strada di ridere di se stessi, prima e un po’ delle cose. E rimanete con il vostro gregge!”.

Il Papa ha concluso il suo discorso chiedendo “il dono della pace. Pace per la Siria, pace per il Medio Oriente, pace per il mondo!” ed infine ha detto: “Per favore, ricordatevi di pregare per me, io lo faccio per voi”.

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