13 Gen 2026
Luci e ombre dell’architettura italiana dal 2000 ad oggi
L’Ordine degli Architetti PPC di Lecce
in dialogo con Luigi Prestinenza Puglisi
Al centro dell’incontro il volume fresco di stampa curato dallo stesso Prestinenza Puglisi, critico di architettura, direttore della rivista on line presS/Tletter, presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica cui si deve l’evento Architects Meet che dal 2024 trasforma Lecce in laboratorio internazionale di idee e visioni sul futuro dell’architettura, palcoscenico del dibattito contemporaneo.
Appuntamento giovedì 15 gennaio, Sala Conferenze dell’Ordine, piazza Mazzini 42.
Start ore 16.30
25 anni di storia dell’architettura italiana, dal 2000 ad oggi, raccontati con un taglio narrativo agile e veloce, irriverente e politically uncorrect quanto basta, capace di restituire a un tempo nomi, tendenze, intrecci, poetiche, percorsi e pratiche, ricerche, scuole, linguaggi, connessioni di contesto ad ampio raggio incluse le contestuali dinamiche politiche, sempre tenendo d’occhio le relazioni e gli scambi tra scenari italiani e internazionali, in un panorama nazionale caratterizzato “dalla perdita di centralità dell’Accademia e dall’importanza crescente del contributo di coloro che operano direttamente sul campo, i professionisti”, dove “l’architettura, sia pure con limiti e problemi, è tornata in mano ai professionisti. Con reti ed epicentri diversi da quelli dell’università che, oltre tutto, controllava le riviste attraverso cui si diffondeva larga parte della cultura architettonica”.
A raccontarli Luigi Prestinenza Puglisi, critico di architettura, direttore della rivista on line presS/Tletter, presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica cui si deve tra gli altri l’evento Architects Meet che si tiene dal 2024 a Lecce, che giovedì prossimo 15 gennaio sarà nella nostra città ospite dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Lecce, per una riflessione a più voci sui temi e le questioni al centro del volume “Storia dell’architettura italiana dal 2000 ad oggi”.
“Dopo la felice conclusione di Architects Meet in Lecce 2025, e mentre si è già al lavoro per l’edizione 2026, apriamo gli appuntamenti del nuovo anno con Luigi Prestinenza Puglisi e una riflessione a più voci intorno alla sua storia dell’architettura italiana negli ultimi 25 anni”, dice Franco De Lorenzi, Presidente Ordine degli Architetti PPC della provincia di Lecce. “Un libro che vuol far pensare, non solo far conoscere, perché l’architettura contemporanea non è un monumento da contemplare, piuttosto un paesaggio da interpretare
e nessuna narrazione canonica può abbracciarla tutta. Per questo è interessante il metodo con cui Luigi Prestinenza Puglisi restituisce la parabola di questi 25 anni, scegliendo di procedere per tematizzazioni e questioni piuttosto che esclusivamente per nomi, altisonanti o meno, o correnti”.
L’incontro del 15 gennaio, con il patrocinio della Federazione Regionale Pugliese degli Ordini degli Architetti, si aprirà alle ore 16.30 con i saluti istituzionali di Franco De Lorenzi, Presidente Ordine degli Architetti PPC della provincia di Lecce per poi proseguire con la discussione corale con Luigi Prestinenza Puglisi.
NOTE (per le redazioni)
LUIGI PRESTINENZA PUGLISI
È nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura.
È il direttore della rivista on line presS/Tletter. È presidente dell’Associazione Italiana di
Architettura e Critica. È stato il curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze
Tecniche). Ha scritto La Storia dell’architettura, dal 1905 ad oggi. Si trova su carta
(Sossella editore e per le versioni spagnola e inglese Dom Publishers) oppure si può
scaricare gratuitamente dal sito www.presstletter.com
Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura, (Testo&Immagine 1998, in inglese Birkhäuser).
Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea
(Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione
all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions
in Contemporary Architecture (Wiley, 2008).
Vi sono il Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22 e in spagnolo Ediciones Asimétricas) e ArchiTexture (Sossella e in spagnolo Ediciones Asimétricas).
Nel 2023 ha scritto il Contro Dizionario di Architettura per LetteraVentidue Edizioni
Il suo sito personale, dove si possono scaricare i suoi libri e articoli si trova all’indirizzo: www.prestinenza.it
STORIA DELL’ARCHITETTURA ITALIANA DAL 2000 A OGGI
Il dato più rilevante che esce da questa veloce ricognizione dell’architettura italiana degli ultimi 25 anni è la perdita di centralità dell’Accademia e l’importanza crescente del contributo di coloro che operano direttamente sul campo, cioé i professionisti.
Il postmodernismo e la così detta Tendenza negli anni Settanta e Ottanta avevano come epicentro le facoltà universitarie, i cui custodi erano i professori. Sono loro che in quegli anni realizzano la maggior parte degli edifici importanti: grandi complessi residenziali e opere pubbliche. Con la crisi del postmodernismo e la scomparsa della Tendenza le facoltà di architettura diventano sempre più marginali se non irrilevanti. Faticano a metabolizzare la nuova architettura. La lettera dei trentacinque professori del settembre 2005 contro gli incarichi agli architetti stranieri è la spia di questo disagio e della perdita di centralità.
Una centralità che precipita quanto entra in vigore la legge 40 del 2010 che impedisce ai docenti di esercitare l’attività professionale se optano per l’insegnamento a tempo pieno. L’architettura, sia pure con limiti e problemi, è tornata in mano ai professionisti. Con reti ed epicentri diversi da quelli dell’università che, oltre tutto, controllava le riviste attraverso cui si diffondeva larga parte della cultura architettonica.
In questa opera di smantellamento dei vecchi poteri, il digitale gioca un ruolo importante; fornendo a prezzi accessibili spazi di conoscenza: i siti, e di auto promozione: i social, e anche costringendo i media tradizionali a rinnovarsi abbandonando il loro carattere elitario.



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