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LA REGIONE PUGLIA VUOLE CONTROLLARE LA CULTURA – INTROMISSIONE IN EXTREMIS PER ACQUISTO TEATRO KURSAAL DI BARI

In Puglia la spesa pubblica, il clientelismo e il sottogoverno prevalgono sul principio di sussidiarietà, da tutti invocato ma clamorosamente tradito, in nome del quale si dovrebbe lasciar fare ai privati ciò che i privati possono fare meglio e a minor costo del pubblico. Con un colpo di mano, la Regione si è intromessa in extremis nell’acquisto del Teatro Kursaal Santa Lucia di Bari che nei mesi scorsi era stato aggiudicato per poco più di due milioni di euro a un imprenditore privato attraverso un’asta pubblica. Ora questa cifra la pagheranno i pugliesi che si ritroveranno nel capoluogo un altro teatro pubblico in un momento in cui a livello nazionale si studiano dismissioni del patrimonio immobiliare per abbattere il debito pubblico e proprio la Regione Puglia impone ai suoi cittadini sacrifici economici maggiori che in altre parti d’Italia. Ferma restando l’importanza delle politiche culturali, appare sciagurata la scelta della Giunta Vendola di gravare le già sofferenti casse regionali non solo dell’acquisto di un immobile, ma di una gestione che richiederà anno dopo anno impegni di spesa all’ombra di nomine pubbliche con tutto quello che ciò comporta e che i cittadini baresi ben conoscono alla luce delle continue beghe, delle lacerazioni e dei problemi politici, sindacali e di precarietà di cui sono piene le cronache quotidiane riguardo a proposito dello storico Teatro Petruzzelli. Eppure, la lezione del commissariamento del teatro barese non sembra aver suggerito all’amministrazione regionale che forse sarebbe stato meglio lasciare ai privati la possibilità di investire nel patrimonio e nella cultura locale, anche nell’ottica di una differenziazione dell’offerta culturale che avrebbe contribuito a vivacizzare il settore con nuove energie e risorse che non sarebbero pesate sulle tasche dei cittadini. Dev’essere inoltre chiaro che la Regione non ha salvato una struttura dall’incuria e dall’abbandono, poiché i privati aggiudicatari non avrebbero potuto cambiare la destinazione d’uso e quindi in quel teatro avrebbero solo potuto offrire spettacoli. Forse non di stampo vendoliano…

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