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IL PECCATO, ANCHE PER CHI NON HA LA FEDE, C’È QUANDO SI VA CONTRO LA COSCIENZA

VIS). Papa Francesco ha indirizzato una lettera a Eugenio Scalfari, fondatore ed ex direttore del quotidiano “La Repubblica”, in risposta ad alcune domande che l’ex direttore del quotidiano aveva rivolto al Pontefice in alcuni suoi articoli su fede e laicità. Nella lettera di quattro pagine che il quotidiano italiano pubblica oggi, Papa Francesco si rivolge a Scalfari e ai non credenti ai quali, descrivendo come ha scoperto personalmente la fede, ribadisce: “Senza la Chiesa non avrei potuto incontrare Gesù (…) Ora è appunto a partire da qui, da questa personale esperienza di fede vissuta nella Chiesa, che mi trovo a mio agio nell’ascoltare le sue domande e nel cercare, insieme con Lei, le strade lungo le quali possiamo, forse, cominciare a fare un tratto di cammino insieme”.

Alle domande di quale sia l’atteggiamento della Chiesa verso chi non condivide la fede di Gesù e se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede, il Papa risponde: “Premesso che – ed è la cosa fondamentale – la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a Lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato – spiega il Pontefice – anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire”.

Riguardo al pensiero secondo il quale non esiste alcun assoluto e quindi neppure una verità assoluta, il Papa scrive: “La verità, secondo la fede cristiana, è l’amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Dunque, la verità è una relazione! Tant’è vero che anche ciascuno di noi la coglie, la verità, e la esprime a partire da sé: dalla sua storia e cultura, dalla situazione in cui vive”.

All’ultima domanda, cioè se “con la scomparsa dell’uomo sulla terra, scomparirà anche il pensiero capace di pensare Dio”, Papa Francesco risponde: “La grandezza dell’uomo sta nel poter pensare Dio. E cioè nel poter vivere un rapporto consapevole e responsabile con Lui. Ma il rapporto è tra due realtà. (…) Dio non dipende, dunque dal nostro pensiero. Del resto, anche quando venisse a finire la vita dell’uomo sulla terra – e per la fede cristiana, in ogni caso, questo mondo così come lo conosciamo è destinato a venire meno -, l’uomo non terminerà di esistere e, in un modo che non sappiamo, anche l’universo creato con lui”.

Papa Francesco conclude la sua risposta ricordando a Scalfari che: “La Chiesa, mi creda, nonostante tutte le lentezze, le infedeltà, gli errori e i peccati che può aver commesso e può ancora commettere in coloro che la compongono, non ha altro senso e fine se non quello di vivere e testimoniare Gesù”.

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