header photo

ingrandisci il testo rimpicciolisci il testo testo normale feed RSS Feed

IL PAPA AI GIOVANI: LA FEDE COMPIE NELLA NOSTRA VITA UNA RIVOLUZIONE CHE POTREMMO CHIAMARE COPERNICANA

(VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri (18:00 ora locale, 21:00 ora di Roma), sul lungomare di Copacabana, un milione di giovani ha salutato Papa Francesco nel suo primo incontro con i giovani brasiliani e con i partecipanti alla GMG. Per l’occasione è stato allestito un gigantesco palco ispirato alla linea irregolare delle montagne di Rio de Janeiro, definito dal direttore artistico Abel Gomes “una scultura di 4 mila metri quadri”. La costruzione ha richiesto l’allestimento di quattro piattaforme circolari di altezze diverse unite tra di loro da una scala. Dietro al Papa è stato allestito un megaschermo di 15 metri affinché i giovani delle ultime file potessero vedere e ascoltare il Papa. Prima dell’incontro propriamente detto ha avuto luogo una rappresentazione dal titolo “Rio de Fe” in cui 150 giovani hanno presentato artisticamente la vita quotidiana della “Città Meravigliosa”. Dopo il saluto dell’Arcivescovo Orani João Tempesta, il Santo Padre ha preso la parola.

“Vedo in voi la bellezza del volto giovane di Cristo e il mio cuore si riempie di gioia!” – ha esclamato il Papa nel salutare i giovani e, ricordando la prima Giornata Mondiale della Gioventù che si tenne a Buenos Aires, la sua città, nel 1987, ha detto: “Prima di continuare vorrei ricordare il tragico incidente nella Guyana francese, che hanno sofferto i giovani che venivano a questa Giornata. Lì ha perso la vita la giovane Sophie Morinière, e altri giovani sono stati feriti. Vi invito a fare un momento di silenzio e di preghiera a Dio, nostro Padre, per Sophie, per i feriti e per i familiari”.

“Quest’anno – ha proseguito il Pontefice – la Giornata ritorna, per la seconda volta, in America Latina. E voi, giovani, avete risposto in tanti all’invito del Papa Benedetto XVI, che vi ha convocato per celebrarla. Lo ringraziamo con tutto il cuore! A lui che ci ha convocati oggi, qui, inviamo un saluto e un forte applauso. Voi sapete che prima di venire in Brasile ho conversato con lui, e gli ho chiesto di accompagnarmi nel Viaggio, con la preghiera. E lui mi ha detto: vi accompagno con la preghiera e sarò vicino alla televisione. Così, in questo momento, ci sta guardando. Il mio sguardo si estende su questa grande folla: Siete in tanti! Venite da tutti i continenti! Siete spesso distanti non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista esistenziale, culturale, sociale, umano. Ma oggi siete qui, anzi oggi siamo qui, insieme, uniti per condividere la fede e la gioia dell’incontro con Cristo, dell’essere suoi discepoli. Questa settimana, Rio diventa il centro della Chiesa, il suo cuore vivo e giovane, perché voi avete risposto con generosità e coraggio all’invito che Gesù vi ha fatto per rimanere con Lui, per essere suoi amici”.

“Il treno di questa Giornata Mondiale della Gioventù è venuto da lontano e ha attraversato tutta la Nazione brasiliana seguendo le tappe del progetto ‘Bota fé – Metti fede’. Oggi è arrivato a Rio de Janeiro. Dal Corcovado, il Cristo Redentore ci abbraccia e ci benedice. Guardando questo mare, la spiaggia e tutti voi, mi viene in mente il momento in cui Gesù ha chiamato i primi discepoli a seguirlo sulla riva del lago di Tiberiade. Oggi Gesù ci chiede ancora: Vuoi essere mio discepolo? Vuoi essere mio amico? Vuoi essere testimone del mio Vangelo? Nel cuore dell’Anno della fede queste domande ci invitano a rinnovare il nostro impegno di cristiani. Le vostre famiglie e le comunità locali vi hanno trasmesso il grande dono della fede, Cristo è cresciuto in voi. Oggi desidera venire qui per confermarvi in questa fede, la fede nel Cristo vivente che dimora in voi, ma sono venuto anche io per essere confermato dall’entusiasmo della vostra fede! Voi sapete che nella vita di un vescovo ci sono tanti problemi che richiedono di essere risolti. E con questi problemi e difficoltà, la fede di un vescovo può rattristarsi. Che brutto è un vescovo triste! Che brutto! Perché la mia fede non sia triste sono venuto qui per essere contagiato dall’entusiasmo di tutti voi!”.

A questo punto il Papa ha ricevuto il saluto di cinque giovani provenienti dai cinque continenti e dopo la lettura del Vangelo di San Luca che narra l’episodio della Trasfigurazione, Papa Francesco si è nuovamente rivolto ai presenti.

“‘È bello per noi essere qui!’: ha esclamato Pietro, dopo aver visto il Signore Gesù trasfigurato, rivestito di gloria. Possiamo ripetere anche noi queste parole? Io penso di sì, perché per tutti noi, oggi, è bello essere qui insieme attorno a Gesù! È Lui che ci accoglie e si rende presente in mezzo a noi, qui a Rio. E nel Vangelo abbiamo ascoltato anche le parole di Dio Padre: ‘Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!’. Se da una parte, allora, è Gesù che ci accoglie, dall’altra anche noi vogliamo accoglierlo, metterci in ascolto della sua parola perché è proprio accogliendo Gesù Cristo, Parola incarnata, che lo Spirito Santo ci trasforma, illumina il cammino del futuro, e fa crescere in noi le ali della speranza per camminare con gioia”.

“Ma che cosa possiamo fare? – ha proseguito il Pontefice rispondendo: “Bota fé – metti fede”. La croce della Giornata Mondiale della Gioventù ha gridato queste parole lungo tutto il suo pellegrinaggio attraverso il Brasile. ‘Metti fede’: che cosa significa? Quando si prepara un buon piatto e vedi che manca il sale, allora tu ‘metti’ il sale; manca l’olio, allora tu ‘metti’ l’olio… ‘Mettere’, cioè collocare, versare. Così è anche nella nostra vita cari giovani: se vogliamo che essa abbia veramente senso e pienezza, come voi stessi desiderate e meritate, dico a ciascuno e a ciascuna di voi: ‘metti fede’ e la vita avrà un sapore nuovo, la vita avrà una bussola che indica la direzione; ‘metti speranza’ e ogni tuo giorno sarà illuminato e il tuo orizzonte non sarà più oscuro, ma luminoso; “metti amore” e la tua esistenza sarà come una casa costruita sulla roccia, il tuo cammino sarà gioioso, perché incontrerai tanti amici che camminano con te. Metti fede, metti speranza, metti amore! Tutti uniti: ‘metti fede’, ‘metti speranza’, ‘metti amore'”.

“Ma chi può donarci tutto questo? Nel Vangelo – ha sottolineato il Papa – sentiamo la risposta: Cristo. (…) Gesù ci porta Dio e ci porta a Dio, con Lui tutta la nostra vita si trasforma (…) Per questo oggi vi dico, a ciascuno di voi, ‘metti Cristo’ nella tua vita e troverai un amico di cui fidarti sempre; ‘metti Cristo’ e vedrai crescere le ali della speranza per percorrere con gioia la via del futuro; ‘metti Cristo’ e la tua vita sarà piena del suo amore, sarà una vita feconda. Perché tutti noi desideriamo avere una vita feconda, una vita che dona vita agli altri!

“Oggi, farà bene a tutti chiedersi con sincerità: in chi riponiamo la nostra fiducia? In noi stessi, nelle cose, o in Gesù? Tutti abbiamo spesso la tentazione di metterci al centro, di credere che siamo l’asse dell’universo, di credere che siamo solo noi a costruire la nostra vita o di pensare che essa sia resa felice dal possedere, dai soldi, dal potere. Ma tutti sappiamo che non è così! Certo l’avere, il denaro, il potere possono dare un momento di ebbrezza, l’illusione di essere felici, ma, alla fine, sono essi che ci possiedono e ci spingono ad avere sempre di più, a non essere mai sazi. E finiamo ‘riempti’, ma non nutriti, ed è molto triste vedere una gioventù ‘riempita’, ma debole. La gioventù deve essere forte, nutrirsi della sua fede e non riempirsi di altre cose! ‘Metti Cristo’ nella tua vita, metti in Lui la tua fiducia e non sarai mai deluso! Vedete cari amici, la fede compie nella nostra vita una rivoluzione che potremmo chiamare copernicana: ci toglie dal centro e mette al centro Dio; la fede ci immerge nel suo amore che ci dà sicurezza, forza, speranza. Apparentemente sembra che non cambi nulla, ma nel più profondo di noi stessi cambia tutto. Quando c’è Dio, nel nostro cuore dimora la pace, la dolcezza, la tenerezza, il coraggio, la serenità e la gioia, che sono i frutti dello Spirito Santo; allora la nostra esistenza si trasforma (…). Cari amici, la fede è rivoluzionaria e io oggi ti chiedo: sei disposto, sei disposta a entrare in quest’onda rivoluzionaria della fede? Solo entrando in quest’onda la tua giovane vita acquisterà senso e così sarà feconda!”

“Caro giovane, cara giovane: ‘metti Cristo’ nella tua vita. In questi giorni, Lui ti attende: ascoltalo con attenzione e la sua presenza entusiasmerà il tuo cuore; ‘Metti Cristo’: Lui ti accoglie nel Sacramento del perdono, con la sua misericordia cura tutte le ferite del peccato. Non avere paura di chiedere perdono a Dio, perché Lui nel suo grande amore non si stanca mai di perdonarci, come un padre che ci ama. Dio è pura misericordia! ‘Metti Cristo’: Lui ti aspetta anche nell’Eucaristia, Sacramento della sua presenza, del suo sacrificio di amore, e ti aspetta anche nell’umanità di tanti giovani che ti arricchiranno con la loro amicizia, ti incoraggeranno con la loro testimonianza di fede, ti insegneranno il linguaggio dell’amore, della bontà, del servizio. Anche tu caro giovane, cara giovane, puoi essere un testimone gioioso del suo amore, un testimone coraggioso del suo Vangelo per portare in questo mondo un po’ di luce. Lasciati amare da Gesù, è un amico che non delude”.

“’È bello per noi stare qui’, mettere Cristo nella nostra vita, mettere la fede, la speranza, l’amore che Lui ci dona. Cari amici, in questa celebrazione abbiamo accolto l’immagine di Nostra Signora di Aparecida. Con Maria, le chiediamo che ci insegni a seguire Gesù, che ci insegni ad essere discepoli e missionari” – ha concluso il Pontefice che, dopo la recita del Padre Nostro e la Benedizione a tutti i presenti, è rientrato alla Residenza di Sumaré.

Nessun Commento


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Spiacente, i commenti sono chiusi.


 mondosalento.com