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«Il “metodo” di Goldoni e altre esegesi tra Lumi e Romanticismo»

«Il “metodo” di Goldoni e altre esegesi tra Lumi e Romanticismo» è il volume a cura del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università del Salento edito da Congedo per i 70 anni di Giuseppe A. Camerino, professore emerito di Letteratura italiana all’Ateneo salentino.

 

> Il volume

Nel volume sono raccolti una serie di scritti in cui il professor Camerino torna a esaminare la letteratura italiana del Diciottesimo e dei primi decenni del Diciannovesimo secolo, secoli ai quali ha dedicato in passato molti altri studi e volumi.

In particolare, l’attenzione ai dati testuali, già impostata nell’ampio capitolo iniziale su Goldoni e il suo metodo (è questo il termine adottato dallo stesso commediografo), connota, con risultati critici molto innovativi, anche i capitoli sulla Costantinopoli di Giovan Battista Casti, su Giorgio Aurelio Bertola e il canone della ‘grazia’, su Alfieri viaggiatore, prosatore politico e poeta che inventa, attraverso varianti d’autore molto specifiche, uno stile inconfondibile per le passioni tragiche nel Saul.

Seguono pagine sulla prima traduzione del giovane Berchet operante all’ombra di Monti e Foscolo e su Manzoni studiato sia come autore della celebre lettera a d’Azeglio Sul romanticismo sia come protagonista del dibattito sulle poetiche romantiche a livello europeo (lettera del 17 ottobre 1820 a Claude Fauriel) sia come poeta risorgimentale che introduce originali scelte metriche e stilistiche.

Col capitolo XIII torna l’età dei Lumi con Francesco Algarotti, la cui opera fu letta e per molti versi compulsata da Leopardi con riprese davvero sorprendenti e numerose, mentre nell’ultimo capitolo ancora Leopardi è posto di fronte ai caratteri linguistici e stilistici di Vincenzo Monti. Chiudono il volume le note dell’appendice, che offrono notevoli momenti di riflessione sulla fortuna e sulla letteratura critica di questioni e testi riguardanti non solo autori italiani ma, in alcuni casi, europei tra Sette e Ottocento.

Il Settecento e il primo Ottocento sono anche i secoli legati a un progetto di ricerca PRIN guidato a livello nazionale dal professore Camerino per l’Università del Salento, nell’ambito del quale sono stati pubblicati gli atti dei convegni internazionali (nel 2005 e nel 2008) “Traduzioni letterarie e rinnovamento del gusto dal Neoclassicismo al primo Romanticismo” e “Teorie e forme del tradurre in versi nell’Ottocento fino a Carducci”: atti che hanno ottenuto grande risonanza e autorevoli recensioni. Presentati tra l’altro a Roma presso l’Accademia Nazionale dell’Arcadia e oggetto di ben dieci pagine sul “Giornale storico di letteratura italiana”, tali lavori hanno contribuito al prestigio dell’Ateneo salentino sul piano scientifico non solo in Italia, ma anche all’estero, come dimostrano anche alcune richieste del volume da Germania e USA.

> L’autore

È ripercorsa nella presentazione del volume dal professor Paolo Viti, direttore fino al 2012 del Dipartimento di Filologia Linguistica e Letteratura, la biografia accademica di Giuseppe A. Camerino. Nato a Manduria (da genitori di Ruvo di Puglia), per studi e ricerche il professore ha collezionato  molti soggiorni in Italia (a cominciare da Trieste) e in Europa (Regno Unito, ma soprattutto Austria e Germania). Pur avendo avuto la possibilità di spostarsi in altre sedi (Macerata, Roma Tor Vergata, Trieste), Giuseppe A. Camerino ha voluto sempre mantenere il suo insegnamento universitario nella terra della sua infanzia e adolescenza. Professore emerito di Letteratura Italiana nell’Università del Salento, già assistente di ruolo fino all’anno accademico 1979-’80 e professore associato fino all’anno accademico 1985-’86 presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, Facoltà di Magistero, tra il 1992 e il 1997 è stato due volte Gastprofessor in Germania (Heidelberg) e nel 2001 Visiting Professor in Inghilterra (Hull), dove, fino al 2004, è stato pure nominato Honorary Professor.

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