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Controlli ai compro oro a Porto Recanati e Potenza Picena

Durante la scorsa settimana, il personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Macerata, unitamente al personale del neo-costituito Reparto Prevenzione Crimine per le Marche e l’Umbria di Perugia, in attuazione dei pianificati servizi anticrimine di controllo del territorio, hanno effettuato numerosi controlli di persone e dei negozi di “compro oro” nei Comuni di Porto Recanati e Porto Potenza Picena. I controlli sono stati principalmente diretti a verificare il rispetto degli obblighi di legge che vengono imposti a queste attività ai fini di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio. Infatti, poiché proprio in simili attività è possibile convertire in denaro anche gli oggetti preziosi eventualmente sottratti illecitamente ai proprietari, è stato verificato il puntuale rispetto soprattutto di due specifiche prescrizioni: la regolare tenuta dei registri degli affari in cui debbono essere annotati gli estremi del documento di identità di chi effettua compravendite di preziosi usati; il mantenimento dei preziosi usati a disposizione dell’Autorità di Polizia per almeno dieci giorni dall’acquisto. Mentre i controlli presso le gioiellerie hanno avuto esito negativo, in alcune attività cd.“compro oro” sono state riscontrate violazioni, soprattutto al secondo precetto. Infatti, si è avuto modo di accertare che  i rispettivi titolari avevano inviato, prima del termine di dieci giorni, i preziosi auriferi alle aziende che effettuano la fusione e la successiva commercializzazione in lingotti e semilavorati. In particolare tale grave violazione, è state riscontra addirittura a carico di  cinque esercizi commerciali della zona controllata nei cui confronti la Polizia Amministrativa della Questura di Macerata ha provveduto a contestare immediatamente le relative violazioni amministrative per importi che vanno da euro 308.00 sino a euro 1.032.00 e, successivamente, si è proceduto alla denunzia alla Procura della Repubblica di Macerata di cinque persone, titolari o gestori delle attività.  A fronte di irregolarità riscontrate, il Questore ha adottato il decreto di diffida al puntuale rispetto delle norme citate, con l’avviso che l’ulteriore inottemperanza comporterà la sospensione e, nei casi più gravi o reiterati, la revoca della licenza.  Durante i concomitanti posti di controllo su strada sono state controllate circa 30 persone.

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