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Clini: il 9 novembre a Trieste la conferenza sull’Adriatico

Venerdì 9 novembre 2012: Conferenza internazionale con tutte le regioni dell’Adriatico e del Mediterraneo europeo per riflettere sul futuro del mare. Il ministro dell’ambiente Corrado Clini ha concordato la data di massima con il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna: “la sede dovrebbe essere Trieste”, ha osservato Introna, se il presidente del Consiglio del Friuli confermerà la disponibilità ad ospitare l’appuntamento.
“Per il resto – fa presente il presidente pugliese – il ministro Clini ha confermato l’opportunità di un confronto aperto di tutte le componenti istituzionali e della società civile sull’uso energetico dell’Adriatico, per valutare pro e contro dell’estrazione di idrocarburi. Da parte sua, la Puglia, in tutte le sue articolazioni, ha avuto modo di ribadire al ministro il suo irriducibile NO a qualsiasi sfruttamento del nostro patrimonio costiero e marino”.
Introna ha accompagnato una delegazione della rete No Triv, del comitato No petrolio Sì energie rinnovabili e dei sindaci del Gargano ad un incontro con il presidente della Regione Nichi Vendola e il ministro per l’ambiente, a Villa Romanazzi, a Bari.
“Abbiamo assolto l’impegno assunto con le associazioni nell’incontro con i capigruppo prima della seduta del Consiglio regionale del 4 settembre, conclusa con l’approvazione di un ordine del giorno unanime dell’Assemblea, che ha riaffermato la netta posizione della Puglia, accogliendo i contenuti di un documento del movimento ambientalista”.
“Mi sembra doveroso ringraziare ancora il ministro per l’attenzione che ha voluto dedicare alle nostre ragioni – conclude Introna – Clini conosce bene i motivi per i quali la Regione si oppone nettamente, consapevole del grande apporto che già fornisce al fabbisogno nazionale, ricavando energia pulita da fonti rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico, anche bruciando fonti fossili inquinanti. Crediamo nelle straordinarie risorse ambientali della Puglia e contiamo sull’impegno del ministro Clini a tutelarle. Il nostro contributo energetico è maggioritario nel Paese: stiamo già dando e vorremmo il mare al riparo da ulteriori rischi di disastro”.(

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