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ANGELUS DEDICATO ALLA FAMIGLIA, AI NONNI E AL DIALOGO INTERGENERAZIONALE

(VIS). Venerdì mattina, 26 luglio, il Papa si è recato al Parco “Quinta Boa Vista”, che dista 19 chilometri della Residenza di Sumaré. Inizialmente magnifico bosco di proprietà della Compagnia di Gesù (XVI-XVII sec.), “Quinta da Boa Vista” (fattoria del bel panorama), attualmente è un parco comunale che ospita il Bioparco di Rio e l’omonimo Museo Nazionale, prima istituzione scientifica del Paese ritenuta a tutt’oggi il principale Museo di Storia Naturale ed Antropologico di tutta l’America Latina. Nel parco sono stati allestiti numerosi confessionali per i giovani della GMG, uno di essi è stato scelto dal Papa che ha confessato personalmente cinque giovani di lingua italiana, spagnola e portoghese. Al termine il Papa ha raggiunto in auto l’Arcivescovado di Rio, situato nel “Palácio de São Joaquim”, noto anche come “Palácio da Mitra Arquiepiscopal”. Edificato nel 1918 quale residenza ufficiale del primo Cardinale Arcivescovo di Rio de Janeiro, Cardinale Joaquim Arcoverde Cavalcanti de Albuquerque, l’edificio, opera dell’architetto Morales de los Rios, è caratterizzato da uno stile eclettico dai numerosi riferimenti architettonici a diversi monumenti storici. Durante la dittatura militare, l’allora Arcivescovo di Rio, Cardinale Eugênio de Araújo Sales diede asilo ad oppositori al regime all’interno del Palazzo.

Alle 11:30 il Papa ha avuto un breve incontro con otto giovani detenuti, sei ragazzi e due ragazze, che scontano la pena in diversi carceri minorili di Rio. I giovani hanno donato al Santo Padre un grandissimo Rosario di polistirolo, sulla Croce all’inizio del Rosario c’era scritto “Candelaria nunca maís”, che si riferisce ad un terribile fatto di violenza occorso il 22 luglio 1993, sul portale della Chiesa della Candelaria a Rio de Janeiro: alcuni bambini e adolescenti di strada furono uccisi da un gruppo di uomini armati. Il Papa ha pregato ricordando anche i defunti che hanno sofferto violenza, ed ha invitato tutti i giovani presenti a non scoraggiarsi e continuava a ripetere “Violencia nunca mais! Mai più la violenza: solo amore! Mai più la violenza, solo amore!”.

Immediatamente dopo il Papa si è diretto alla Cappella per salutare le Religiose della Residenza. Dalla Loggia dell’Episcopio il Santo Padre ha recitato l’Angelus con i fedeli che gremivano la piazza sottostante e le strade adiacenti.

“Vorrei che il mio passaggio in questa città di Rio rinnovasse in tutti l’amore per Cristo e per la Chiesa, la gioia di essere uniti a Lui e di appartenere alla Chiesa e l’impegno di vivere e di testimoniare la fede”.

Papa Francesco ha spiegato i tre momenti della giornata in cui si recita la preghiera dell’Angelus: “una preghiera semplice” che “ci ricorda un evento luminoso che ha trasformato la storia: l’Incarnazione, il Figlio di Dio si è fatto uomo in Gesù di Nazaret”.

“Oggi la Chiesa celebra i genitori della Vergine Maria, i nonni di Gesù: i santi Gioacchino e Anna. Nella loro casa è venuta al mondo Maria (…); nella loro casa è cresciuta accompagnata dal loro amore e dalla loro fede”, ha detto il Papa ribadendo il “valore prezioso della famiglia come luogo privilegiato per trasmettere la fede! Guardando all’ambiante familiare vorrei sottolineare una cosa: oggi, in questa festa dei santi Gioacchino ed Anna in Brasile come in altri Paesi, si celebra la festa dei nonni. Quanto sono importanti nella vita della famiglia per comunicare quel patrimonio di umanità e di fede che è essenziale per ogni società! E come è importante l’incontro e il dialogo tra le generazioni, soprattutto all’interno della famiglia”.

“Il Documento di Aparecida ce lo ricorda: ‘I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita’. Questo rapporto, questo dialogo tra le generazioni è un tesoro da conservare e alimentare!”.

Infine il Papa si è diretto al Salone rotondo, situato al primo piano del Palazzo dell’Arcivescovado, per il pranzo con l’Arcivescovo Tempesta e con 12 giovani di diverse nazionalità, rappresentanti dei cinque continenti. Al termine del pranzo, il Santo Padre ha raggiunto la Residenza di Sumaré per un breve riposo prima dell’inizio della Via Crucis con i giovani.

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