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Ad Altamura “Percorsi Perigolosi”: l’eccellenza alla Tredicesima Edizione

In Puglia, nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia: un viale di querce e lecci e poi ulivi, corbezzoli e piante aromatiche. Se decidete di percorrere i sentieri del gusto e della raffinatezza giungerete in questi luoghi di quiete e di armonia, dove potrete concedervi il lusso di “prendervi il vostro tempo”: una tenuta di venti ettari di macchia mediterranea, alternata a sterminati campi di grano, accoglie il Relais “I Luoghi di Pitti” sinonimo di ospitalità e natura, cultura ed enogastronomia. E in questa dimora del XVI secolo, al di là del tempo e dello spazio si sono unite insieme tradizione, tipicità e buon gusto in un appuntamento imperdibile per solleticare i sensi: la XIII Edizione dei “Percorsi Perigolosi”. Trecento ospiti e la cura di ciò che è annoverato tra i Sette Vizi Capitali: la Gola o Golosità, “l’ultimo vizio di cui l’uomo spirituale riesca a liberarsi”. Ma quello che è concepito come “peccato capitale”, come inclinazione profonda che distruggerebbe l’anima umana, in questi luoghi è reso “Virtù”, Eccellenza. Il “gusto” inteso come uno dei cinque sensi, viene qui coccolato, stimolato per portare gli ospiti all’apoteosi del piacere. Sei portate: un crescendo di sapori e di “emozioni”, perché il cibo, il buon cibo, è maestro d’emozione.
E tra questi ospiti ero presente anch’io…per concedermi una domenica da ricordare.

Il Menù:

Tartar di cervo cotto a bassa temperatura con insalatina di funghi cardoncelli, chips di riso, mirtilli e castagne del Vulture

Purea di fave e budino cotto di cicoria campestre con gambero croccante al finocchietto selvatico e crudo di gamberi rossi

Raviolo alla burrata e pomodori secchi su passata di cime di rapa e mollica sfritta

Ferricelli fatti a mano con funghi cardoncelli, gualciale di cinghiale e peperone crusco croccante su fonduta di ricotta marzotica

Agnello in crosta di fava di cacao con purea di zucca e marmellata di cipolla rossa di Acquaviva

Cartellata con crema allo zafferano e gelato al Padre Peppe

Accostamenti non comuni, ricercati, quasi “azzardati” ma sempre ben riusciti perché accuratamente studiati: mirtilli e castagne accostati alla carne di cervo, agnello in crosta di fava di cacao, cartellata con crema allo zafferano, solo un grande chef e’ in grado di offrire, con successo, queste sue creazioni.
Un “percorso” nel senso etimologico del termine, dal latino “per” e “currere” ovvero scorrere in tutta la lunghezza: e così, domenica 25 Novembre, trecento ospiti hanno potuto percorrere la strada, in salita, verso l’apice del Gusto. Un apice raggiunto in un crescendo fatto da “tappe” cariche di sapori al pari del l’apice stesso!
Un grazie, per quest’esperienza, alla famiglia Moramarco.

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