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A Grottaglie (TA) si presenta ALL’ANM, il corto di Carlos Solito sul caso Ilva

Sabato 14 settembre alle ore 20, presso il Castello Episcopio, in collaborazione con il Comune e il Gal Colline Ioniche, sarà proiettato ALL’ANM, il  docufilm che racconta i luoghi e le persone che lavorano e vivono vicino lo stabilimento siderurgico tarantino

A Grottaglie (TA) si presenta ALL’ANM, il corto di Carlos Solito sul caso Ilva

 

Ad un anno dalla “famigerata” questione Ilva, a fari abbassati, su incarico del noto magazine Rolling Stone, Carlos Solito trentacinquenne fotografo, giornalista, scrittore e filmaker pugliese di Grottaglie (TA) presenta nella sua città natale la sua ultima opera.

Sabato 14 settembre alle ore 20, presso il Castello Episcopio di Grottaglie, in collaborazione con il Comune e il Gal Colline Ioniche, sarà proiettato ALL’ANM, il suo docufilm che racconta in stile reportagistico i luoghi e le persone che lavorano e vivono vicino l’ecomostro: l’Ilva, lo stabilimento siderurgico tarantino.

Nonostante Carlos sia sempre in giro per il mondo ha deciso di mettersi stavolta in gioco nei luoghi della discordia per raccontare Taranto e la sua provincia con un cortometraggio. Un’Odissea al contrario in cui i protagonisti possono essere definiti degli Ulisse, che a modo proprio vivono, condividono, fronteggiano e schivano il gigante: una fiera mitologica che punta i suoi tentacoli d’acciaio verso il cielo, come Scilla. ALL’ANM, che nel dialetto tarantino è la tipica esclamazione che precede una sorpresa (per l’anima!), sia essa positiva o negativa, è lo stupore amaro che si prova da Grottaglie a Roccaforzata, da Statte al Mar Piccolo, fino a Taranto, fino al rione dei Tamburi (assediato dall’Ilva), ascoltando i sette protagonisti del film che nelle loro genuine interpretazioni sono l’ANM del territorio, ci mettono l’ANM. I protagonisti sono tutti tarantini, in ordine alfabetico: Luciano Carriero (mitilicoltore di Taranto), Sabrina Corisi (figlia di Giuseppe, morto per neoplasia polmonare, di Taranto Tamburi), Simone La Mura (operaio Ilva), Mauro Liuzzi (sindacalista di Grottaglie), Michele Mero (operaio Ilva e pastore di Rocca Forzata), Viviana Petraroli (laureata in scienza dei beni culturali di Taranto), Christopher Solito (liceale di Grottaglie).

“Abbiamo voluto che la prima proiezione del docufilm di Carlos Solito avvenisse proprio qui a Grottaglie, non solo perché Carlos è nato qui, ma soprattutto perché la nostra città, come del resto tutto il territorio tarantino, tanto ha ricevuto ma anche tanto ha dato in termini di vite umane e di impatto ambientale all’Ilva. – dichiara il sindaco di Grottaglie, Ciro Alabrese –  Le immagini di questo cortometraggio forniscono delle suggestioni particolarissime che ci permettono di considerare il “caso Ilva” da una prospettiva diversa: guardando oltre, nell’auspicio che l’ecomostro allenti la presa delle sue spire d’acciaio, consentendoci di godere di nuovo del nitore dei nostri cieli azzurri”

Ad affiancare Carlos Solito in questa sua nuova avventura, oltre alla sceneggiatrice Valentina Strada (anch’essa di Grottaglie) e Francesco Lopez della pugliese Oz Film, c’è la partecipazione amichevole di Omar Pedrini che ha musicato il cortometraggio con la sua famosa Sole Spento.

Sul sito di Rolling Stone, nell’intervista congiunta tra Carlos e Omar, quest’ultimo dice: “Quando mi ha chiesto di musicare il film con Sole Spento ho detto subito di sì. Carlos scrive e fotografa in un modo che ti prende e ti porta con sè. Ci sa fare coi racconti, ha già firmato in Canada la regia di un corto per Franco Dragone (uno dei padri de Le Cirque du Soleil), e m’incuriosiva vederlo alle prese con un film dedicato alla sua terra. L’Ilva è un argomento molto complicato, uno di quelli che, come si è ben visto e sentito, ha fatto un gran rumore. Un rumore doveroso che ha infranto i muri di silenzio di tutti questi anni. Il lavoro è una cosa sacra, la vita è sacrosanta, abbiamo il dovere di consegnare ai nostri figli un mondo migliore, sano, e prospettive occupazionali che non devono, a distanza di tempo, rivelarsi una roulette russa.”

E Carlos Solito risponde (sempre dal sito di Rolling Stone):

“ Per me è stato un onore realizzare ALL’ANM. All’inizio pensavo che Omar prendesse qualche riserva. Fondamentalmente scrivo e fotografo, fare film (ad ora solo docufilm) per me è un gioco, una continua scoperta, un campo nuovo, nuovissimo, dove sperimento questo nuovo linguaggio. E’ come se fossi alle prese coi lego sul movie set. Dopo che Rolling Stone mi ha dato l’incarico per realizzare questo lavoro, appena ho chiesto a Omar il suo contributo, senza se e senza ma, rincarando la dose con un ‘non vedo l’ora’ mi ha detto di si. Ho avuto una contrazione dentro, una sensazione piacevolissima, quella delle cose belle, che ti esplode dentro come un fuoco d’artificio. Il perché sta nel fatto di come Omar amico abbia colto, come solo una persona straordinariamente piena di sensibilità sa fare, il mio trasporto viscerale verso questo progetto: dal primo mento è entrato in sintonia con le mie corde emozionali. E poi Omar cantautore, musicista, che senza nulla in cambio si dedica a una causa così nobile per un territorio non suo: chapeau, inchino!”

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