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Roma – In manette i detentori di un arsenale

Questa mattina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno arrestato due pregiudicati romani in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, in quanto ritenuti responsabili di avere concorso nella detenzione dell’arsenale rinvenuto nel quartiere Alessandrino il 17 dicembre del 2011 dai Carabinieri della Compagnia di Roma Casilina.
All’epoca, i militari rinvennero e sequestrarono, all’interno di un box auto, 5 armi da guerra (1 fucile d’assalto cinese – 1 kalashnikov – 2 pistole mitragliatrici – 1 pistola), 16 armi comuni da sparo provento di furti e rapine (15 pistole semiautomatiche e a tamburo e un fucile a pompa), 1 autovettura e 2 motoveicoli provento di furto (uno dei quali con a bordo due pistole con il colpo in canna), nonché materiale di travisamento utilizzato per la commissione di rapine. Nella circostanza, furono arrestati in flagranza di reato due uomini che sono tuttora detenuti nel carcere di Roma Regina Coeli.
Gli approfondimenti investigativi eseguiti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci con l’ausilio del ROS, hanno consentito di stabilire che l’arsenale era in realtà di pertinenza di uno degli arrestati, soggetto pluripregiudicato, con significativi precedenti per rapine di vario genere, il quale  si avvaleva dei restanti tre complici per la “retta” delle armi all’interno del citato box auto.
Nel corso dell’operazione, scattata alle prime luci dell’alba, sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari nei confronti di soggetti rientranti nel circuito delinquenziale di uno degli arrestati, il quale da tempo viveva in condizioni di clandestinità ed è stato rintracciato e bloccato solo dopo una paziente attività di ricerca. Dalle indagini, fra l’altro, è emerso che molte delle armi sequestrate erano state asportate a guardie giurate nel corso di rapine in danno di istituti di credito, altre a seguito di furti in abitazione, mentre una pistola a tamburo risulta essere stata utilizzata per un omicidio. Gli arrestati sono stati associati al carcere di Regina Coeli.

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