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Puglia: Concertazione negata dall’assessorato alle Opere pubbliche sull’aggiornamento del prezzario

Salvatore Matarrese (Ance Puglia):  «Grave la mancanza di dialogo con chi quotidianamente si confronta con i costi dei cantieri» 

Nessuna forma di concertazione su un tema di primaria importanza per la salvaguardia del settore edile pugliese quale l’aggiornamento del listino prezzi delle opere pubbliche. ANCE Puglia denuncia la totale assenza di interlocuzione in materia di listino prezzi regionali con la struttura dell’assessorato regionale alle Opere pubbliche nonostante gli inviti rivolti a quest’ultima per favorire la necessaria collaborazione. L’assenza di dialogo contrasta con i proficui percorsi concertativi che ANCE sviluppa da anni a livello territoriale con la presidenza della Regione Puglia e con l’assessorato alla Qualità del territorio e da alcuni mesi a livello nazionale con il Governo che, proprio in questi giorni, ha approvato il Decreto sviluppo nel quale si prevedono una serie di interventi volti a rilanciare il settore edile, da sempre volano dell’economia. Il prezzario regionale 2012 delle opere pubbliche, appena pubblicato sul BURP, ancora una volta non ha tenuto in alcuna considerazione le approfondite analisi di prezzo e di mercato condotte su tutto il territorio pugliese che l’associazione ha fornito all’assessorato, proprio al fine di motivare, dati alla mano, le necessarie modifiche al prezzario. Le modifiche richieste all’assessorato recepiscono le istanze di un settore che da quattro anni soffre una gravissima crisi, oltre che per la contrazione delle commesse anche per i bassissimi prezzi riconosciuti per le opere pubbliche. In particolare è andata disattesa anche quest’anno, come nel 2010, la richiesta di ANCE Puglia di individuare un criterio oggettivo (già utilizzato in quasi tutte le regioni italiane) che consenta l’adeguamento automatico dei prezzi delle opere pubbliche in base alle variazioni di costo delle principali voci, ben conosciute dagli uffici regionali, che contribuiscono alla formazione dei prezzi. Il nuovo prezzario non tiene conto, peraltro, dell’oggettivo aumento dei costi delle materie prime (cemento, carburante, derivati del petrolio, fonti energetiche), di trasporto e della manodopera (cresciuti del 5% nel periodo 2009-2011), condannando così le imprese edili pugliesi a lavorare fuori mercato.  «Le osservazioni e integrazioni di buon senso che avevamo formulato – ha dichiarato Salvatore Matarrese, presidente ANCE Puglia – non sono state ritenute condivisibili perché ‘eccessivamente caratterizzate nella loro proposizione’, concetto alquanto oscuro espresso nella delibera e sul cui significato ci stiamo ancora interrogando. Abbiamo chiesto un incontro di chiarimento e non abbiamo avuto alcuna risposta. Siamo davvero rammaricati per questo trattamento e per il fatto che l’assessorato alle Opere pubbliche continui a negare qualsiasi forma di dialogo sul prezzario regionale proprio a chi quotidianamente si confronta con questo strumento e con le criticità che determina nei cantieri. Tutto questo è in pieno contrasto con le intese in merito raggiunte nella riunione degli Stati Generali dove ancora una volta la Regione Puglia ha dimostrato grande attenzione e collaborazione verso il settore delle costruzioni. Questa circostanza aumenta il rammarico per l’ennesima occasione persa».

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