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PREOCCUAZPIONE DELLA SANTA SEDE PER LA DIFFICOLTÀ DI ACCESSO AI FARMACI

(VIS). Gli elementi chiave per l’accesso ai farmaci è stato l’argomento dell’intervento dell’Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, alla XXIII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell’Uomo sull’accesso ai farmaci, tenutasi il 28 maggio scorso.

“La Delegazione della Santa Sede ha esaminato con cura il Rapporto sull’accesso ai farmaci. (…) La Delegazione della Santa Sede considera che il Rapporto non dedichi sufficiente attenzione ai bisogni fondamentali degli individui e delle famiglie, in ogni fase del ciclo della vita, dal concepimento alla morte naturale. Spesso queste sfide impediscono l’accesso ai farmaci almeno quanto i diversi fattori legali che sono al centro del Rapporto, se non addirittura di più. Un appianamento efficace di tali ostacoli esige un approccio di sviluppo umano integrale, che promuova sia quadri legali giusti, sia la solidarietà internazionale, non solo tra Stati, ma anche tra tutti i popoli. La Santa Sede osserva quindi con preoccupazione le ‘difficoltà di milioni di persone ad accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci indispensabili per curarsi’ e auspica che s’instauri ‘una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi cure adeguate'”.

“Il Rapporto – ha sottolineato l’Arcivescovo Tomasi – fa spesso riferimento all’obbligo degli Stati di creare le condizioni per l’accesso ai farmaci. Mentre l’adempimento di tale responsabilità da parte dei governi è un requisito chiaro, sarebbe stato opportuno riconoscere anche il forte impegno da parte delle organizzazioni non governative e religiose nel fornire sia farmaci, sia una vasta gamma di trattamenti e di misure preventive al fine di assicurare il pieno godimento del diritto alla salute. (…) L’agevolazione ottimale dell’accesso ai farmaci è un impegno complesso e merita un’analisi comprensiva e il riconoscimento di tutti i fattori che contribuiscono alla sua promozione, piuttosto che un’analisi più limitata dei quadri legali, economici e politici”.

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