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“NESSUNO SI SENTA ESCLUSO DALL’AFFETTO DEL PAPA”

(VIS). Alle 15:40 (venti minuti prima dell’orario previsto), l’aereo papale atterrava ieri all’aeroporto brasiliano di Galeão/Antonio Carlos Jobim dove erano ad accogliere Papa Francesco la Signora Dilma Roussef, Presidente del Brasile, il Governatore dello Stato di Rio de Janeiro, Signor Cabral Filho e il Sindaco della città, Signor Eduardo Paes. Erano presenti anche l’Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro, Monsignor Orani João Tempesta, O.Cist. ed il Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida e Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana. È stata un’accoglienza semplice e calorosa, non sono stati pronunciati discorsi giacché la cerimonia di benvenuto ufficiale si è tenuta nel Palazzo di Guanabara.

Il Santo Padre ha percorso gli otto chilometri che lo separavano dal Palazzo Presidenziale in una piccola utilitaria con il lunotto posteriore aperto per salutare la folla che si accalcava al suo passaggio. In alcuni tratti, durante il tragitto, il veicolo ha dovuto fermarsi quasi travolto dall’entusiasmo della folla che cercava di vedere da vicino il Pontefice. Giunto alla Cattedrale, il Papa è salito sulla jeep scoperta che utilizzerà in questi giorni e, contrariamente a quanto programmato, ha seguito un tragitto diverso per poter incontrare la popolazione più da presso.

Giunto al Palazzo di Guanabara, Papa Francesco ha salutato le Autorità e i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso il Governo brasiliano. Dopo l’ascolto dell’inno nazionale del Brasile e dello Stato della Città del Vaticano, Papa Francesco ha tenuto il suo primo discorso da Papa nel continente sudamericano.

“Nella sua amorevole provvidenza – ha detto il Papa – Dio ha voluto che il primo viaggio internazionale del mio Pontificato mi offrisse la possibilità di ritornare nell’amata America Latina, concretamente in Brasile (…). Ho imparato che, per avere accesso al Popolo brasiliano, bisogna entrare dal portale del suo immenso cuore; mi sia quindi permesso in questo momento di bussare delicatamente a questa porta. Chiedo permesso per entrare e trascorrere questa settimana con voi. Io non ho né oro né argento, ma porto ciò che di più prezioso mi è stato dato: Gesù Cristo! Vengo nel suo Nome per alimentare la fiamma di amore fraterno che arde in ogni cuore; e desidero che a tutti e ciascuno giunga il mio saluto: ‘La pace di Cristo sia con voi!’”.

Successivamente il Papa ha ringraziato la Signora Presidente per la sua generosa accoglienza ed ha ricordato ai Vescovi che con la sua visita desidera “proseguire nella missione pastorale propria del Vescovo di Roma di confermare i fratelli nella fede in Cristo, di incoraggiarli nel testimoniare le ragioni della speranza che scaturisce da Lui e di animarli ad offrire a tutti le inesauribili ricchezze del suo amore”.

“Il motivo principale della mia presenza in Brasile trascende i suoi confini. Sono venuto infatti per la Giornata Mondiale della Gioventù. Sono venuto a incontrare giovani arrivati da ogni parte del mondo, attratti dalle braccia aperte del Cristo Redentore. (…) Questi giovani provengono dai diversi continenti, parlano lingue differenti, sono portatori di culture variegate, eppure trovano in Cristo le risposte alle loro più alte e comuni aspirazioni e possono saziare la fame di una verità limpida e di un amore autentico che li uniscano al di là di ogni diversità. (…) Cristo ha fiducia nei giovani e affida loro il futuro della sua stessa missione: ‘Andate, fate discepoli’; andate oltre i confini di ciò che è umanamente possibile e generate un mondo di fratelli. Ma anche i giovani hanno fiducia in Cristo: essi non hanno paura di rischiare con Lui l’unica vita che hanno, perché sanno di non rimanere delusi”.

“Nell’iniziare questa mia visita in Brasile, sono ben consapevole che, rivolgendomi ai giovani, parlo anche alle loro famiglie, alle loro comunità ecclesiali e nazionali di provenienza, alle società in cui sono inseriti, agli uomini e alle donne dai quali dipende in gran misura il futuro di queste nuove generazioni. È comune da voi sentire i genitori che dicono: ‘I figli sono la pupilla dei nostri occhi’. Come è bella questa espressione della saggezza brasiliana – ha esclamato il Papa – che applica ai giovani l’immagine della pupilla degli occhi, la finestra attraverso la quale la luce entra in noi regalandoci il miracolo della visione! Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti? Il mio augurio è che, in questa settimana, ognuno di noi si lasci interpellare da questa domanda provocatoria. La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita”.

Infine il Papa ha chiesto “a tutti la gentilezza dell’attenzione e, se possibile, l’empatia necessaria per stabilirne un dialogo tra amici. In questo momento – ha detto Papa Francesco – le braccia del Papa si allargano per abbracciare l’intera nazione brasiliana, nella sua complessa ricchezza umana, culturale e religiosa. Dall’Amazzonia fino alla pampa, dalle regioni aride fino al Pantanal, dai piccoli paesi fino alle metropoli, nessuno si senta escluso dall’affetto del Papa”.

Al termine del discorso il Santo Padre ha incontrato in privato la Signora Presidente Rousseff, il Governatore e il Sindaco di Rio de Janeiro. Successivamente il Papa ha raggiunto la Residenza di Sumaré, residenza privata dell’Arcivescovo di Rio de Janeiro, dove alloggia durante il suo soggiorno in Brasile.

Oggi, martedì, è previsto un soggiorno del Papa strettamente privato, dedicato all’acclimatazione e al riposo dopo le dieci ore di volo. Domani Papa Francesco si recherà al Santuario di Aparecida, che dista 200 chilometri da Rio de Janeiro.

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