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«Mesciu Totu» compie domani 95 anni. E’ l’artigiano ancora in attività più anziano d’Italia

L’artigiano più anziano d’Italia, ancora in attività, compie 95 anni. Si chiama Salvatore Terragno, da tutti conosciuto come «mesciu Totu».

Storico artigiano di Galatone ha ideato, tre anni fa, un rivoluzionario macchinario per la lavorazione della pietra leccese. A lui viene attribuita la paternità delle prime macchine automatiche per la lavorazione della pietra leccese e affini.

Da prigioniero di guerra e dopo anni di lavoro come maestro tornitore in India sotto il comando inglese, tornando nella sua Galatone negli anni ‘50, impiantò una delle prime officine meccaniche del Salento nella quale si sono formati decine di ragazzi (oggi bravi meccanici) provenienti da tutto il Salento.

Molte le fiere in Italia e all’estero che lo hanno visto presente come espositore ed ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti (cavaliere del lavoro, laurea honoris causa, medaglie e targhe).

Oggi, alla sua veneranda età è a capo della sua officina, risultando così l’artigiano italiano più anziano. E’ iscritto all’Albo Imprese artigiane ed è da sempre associato a Confartigianato Imprese Lecce.

Di starsene in casa non ne vuole sapere proprio.

«Terragno è un esempio per tutti noi artigiani – dice Corrado Brigante, presidente di Confartigianato Imprese Lecce – Nonostante l’età, continua a lavorare con le mani e con l’ingegno. Non sente gli anni che passano, è infaticabile ed infonde entusiasmo, passione e competenza in tutto ciò che fa. Il suo spirito è rimasto ancora giovane e dinamico».

La sua ultima rivoluzionaria macchina rispetta tutti i canoni di lavorazione della pietra leccese, in modo da offrire al cliente un prodotto di qualità all’insegna della tradizione. «L’artigianato – continua il presidente – rappresenta un’importante risorsa creativa che reagisce all’omologazione dei gusti. E’ un esempio straordinario del ‘su misura’ e del ‘fuori serie’. Rappresenta la difesa della memoria, dell’identità e della diversità. La tutela e la valorizzazione delle attività artigianali – sottolinea – sono elementi essenziale di continuità per tramandare la storia e le tradizioni del Salento. La nostra competitività e la nostra ricchezza affondano le radici nel modello, tipicamente italiano e in particolare salentino, di imprenditorialità diffusa, di genio e di inventiva che tutto il mondo ci invidia e che trova la sua capillare e vasta espressione in questi esempi. Tutto potranno copiarci tranne le idee, l’originalità e la capacità di innovazione».

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