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LA CHIESA NASCE DAL DESIDERIO DI DIO DI CHIAMARE TUTTI GLI UOMINI ALLA COMUNIONE CON LUI

(VIS). Il Mistero della Chiesa è il tema del nuovo ciclo di catechesi che Papa Francesco ha iniziato oggi per l’Udienza Generale del mercoledì. Il Mistero della Chiesa, ha detto il Papa, è un “mistero che tutti noi viviamo e di cui siamo parte”. Prendendo spunto dal Concilio Vaticano II, il Santo Padre ha parlato della Chiesa come famiglia di Dio, partendo dalla parabola del figliol prodigo che indica il disegno di Dio sull’umanità.

Nonostante la forte pioggia che all’improvviso è caduta questa mattina a Roma, Papa Francesco ha percorso come di consueto in papamobile Piazza San Pietro, salutando le decine di migliaia di persone presenti e scherzosamente le ha elogiate per il loro coraggio nell’inclemenza del tempo.

Nella catechesi il Santo Padre ha spiegato che il progetto di Dio è “fare di tutti noi un’unica famiglia dei suoi figli, in cui ciascuno lo senta vicino e si senta amato da Lui, (…) senta il calore di essere famiglia di Dio. In questo grande disegno trova la sua radice la Chiesa, che non è un’organizzazione nata da un accordo di alcune persone, ma (…) è opera di Dio, nasce proprio da questo disegno di amore che si realizza progressivamente nella storia”.

“La Chiesa – ha spiegato il Pontefice – nasce dal desiderio di Dio di chiamare tutti gli uomini alla comunione con Lui, alla sua amicizia, anzi a partecipare come suoi figli della sua stessa vita divina. La stessa parola ‘Chiesa’, dal greco ‘ekklesia’, significa ‘convocazione’: Dio ci convoca, ci spinge ad uscire dall’individualismo, dalla tendenza a chiudersi in se stessi e ci chiama a far parte della sua famiglia. E questa chiamata ha la sua origine nella stessa creazione. Dio ci ha creati perché viviamo in una relazione di profonda amicizia con Lui, e anche quando il peccato ha rotto questa relazione con Lui, con gli altri e con il creato, Dio non ci ha abbandonati. Tutta la storia della salvezza è la storia di Dio che cerca l’uomo, gli offre il suo amore, lo accoglie. Ha chiamato Abramo ad essere padre di una moltitudine, ha scelto il popolo di Israele per stringere un’alleanza che abbracci tutte le genti, e ha inviato, nella pienezza dei tempi, il suo Figlio perché il suo disegno di amore e di salvezza si realizzi in una nuova ed eterna alleanza con l’umanità intera”.

“Quando leggiamo i Vangeli, vediamo che Gesù raduna intorno a sé una piccola comunità che accoglie la sua parola, lo segue, condivide il suo cammino, diventa la sua famiglia, e con questa comunità Egli prepara e costruisce la sua Chiesa. Da dove nasce allora la Chiesa? Nasce dal gesto supremo di amore della Croce, dal costato aperto di Gesù da cui escono sangue ed acqua, simbolo dei Sacramenti dell’Eucaristia e del Battesimo. Nella famiglia di Dio, nella Chiesa, la linfa vitale è l’amore di Dio che si concretizza nell’amare Lui e gli altri, tutti, senza distinzioni e misura. La Chiesa è famiglia in cui si ama e si è amati”. E la Chiesa si manifesta nella Pentecoste “quando il dono dello Spirito Santo riempie il cuore degli Apostoli e li spinge ad uscire e iniziare il cammino per annunciare il Vangelo, diffondere l’amore di Dio”.

“Ancora oggi qualcuno dice: ‘Cristo sì, la Chiesa no’. Come quelli che dicono: ‘io credo in Dio, ma non nei preti’. Ma è proprio la Chiesa che ci porta Cristo e che ci porta a Dio; la Chiesa è la grande famiglia dei figli di Dio. Certo ha anche aspetti umani; in coloro che la compongono, Pastori e fedeli, ci sono difetti, imperfezioni, peccati; anche il Papa li ha e ne ha tanti, ma il bello è che quando noi ci accorgiamo di essere peccatori, troviamo la misericordia di Dio, il quale sempre perdona. Non dimenticatelo: Dio sempre perdona e ci riceve nel suo amore di perdono e di misericordia. Alcuni dicono che il peccato è un’offesa a Dio, ma anche un’opportunità di umiliazione per accorgersi che c’è un’altra cosa più bella: la misericordia di Dio. Pensiamo a questo”.

“Domandiamoci oggi: quanto amo io la Chiesa? Prego per lei? Mi sento parte della famiglia della Chiesa? Che cosa faccio perché sia una comunità in cui ognuno si senta accolto e compreso, senta la misericordia e l’amore di Dio che rinnova la vita?”, il Papa ha invitato i presenti a porsi queste domande ed ha aggiunto: “La fede è un dono e un atto che ci riguarda personalmente, ma Dio ci chiama a vivere insieme la nostra fede, come famiglia, come Chiesa”.

“Chiediamo al Signore, – ha concluso il Santo Padre – in modo del tutto particolare in quest’Anno della fede, che le nostre comunità, tutta la Chiesa, siano sempre più vere famiglie che vivono e portano il calore di Dio”.

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