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Incontro Gruppo Pdl-Aforp: stigmatizzati ritardi cronici nei pagamenti

Una delegazione del Gruppo Consiliare PDL alla Regione Puglia (Ignazio Zullo, Giandiego Gatta, Pietro Lospinuso) ha incontrato una folta e qualificata rappresentanza dei fornitori ospedalieri pugliesi per una comune disamina sulle problematiche del settore e dell’intero comparto sanitario.
Sono stati concordemente stigmatizzati i cronici ritardi nei pagamenti, che stanno mettendo sempre più in ginocchio le imprese ed ai quali non pongono riparo neanche le delibere di GR che stanziano le risorse, che normalmente si impantanano nella inefficienza e nella noncuranza di chi dovrebbe materialmente provvedere. Non meno gravi le inadempienze e le opacità relative alle gare, sempre più rare, con regole sempre meno trasparenti e con procedure sempre più lente, con proroghe talora prolungate per decenni e con esiti a loro volta rallentati all’infinito, con quel che ne consegue anche in materia di qualità delle forniture. Ciò pone pesantemente la questione del management, a livello sia di Assessorato e dintorni, sia di aziende sanitarie locali, le cui frequenti sostituzioni al tempo stesso sono prova e causa di una cattiva gestione di fatto ormai istituzionalizzata. E’ stata rilevata anche la difficile praticabilità di costi integralmente standardizzati rispetto ad aziende settentrionali, che operano con costi del denaro più bassi, su scala molto più vasta e servono eccellenze che si rivelano anche preziosi testimonials e quindi moltiplicatori di buone chances. Denunciata altresì l’inattendibilità e la carente trasparenza dei bilanci delle aziende sanitarie, e la crescita della mobilità passiva non più soltanto verso il Nord, ma anche verso Regioni limitrofe in cui si sono sviluppate nuove eccellenze. Certo è che in Puglia non si spende troppo per la Sanità, ma si spende comunque malissimo. E mentre persistono pesanti sperperi (si pensi ai costi fissi di tecnologie di fatto abbandonate in Ospedali in stato di interminabile chiusura), le eccellenze pugliesi sono a grave rischio, anche per atteggiamenti sostanzialmente pilateschi da parte della Regione, con il risultato di abbandonare al suo destino, alle tasche sempre più vuote dei cittadini il diritto costituzionale alla Salute, e comunque, di accrescere – in un sistema che non garantisce più nemmeno i LEA – la mobilità passiva non più solo in direzione Nord, ma anche verso Regioni limitrofe. In queste condizioni, la convenienza a fare impresa sanitaria in Puglia è sempre più aleatoria, anche perché non si fa nulla per favorire l’imprenditoria locale, con conseguente perdita di risorse di ogni tipo, ivi comprese quelle umane.
Particolare attenzione è stata poi rivolta all’emergenza-Miulli, su cui concorde è stata la convinzione che la Puglia intera non possa permettersi di lasciarlo né cadere né decadere, con conseguente necessità di interventi sia a breve, sia a medio-lungo termine.

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