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GIOVANI CORAGGIOSI CHE PRENDONO LA CROCE SENZA PAURA

(VIS). Nel pomeriggio di ieri alle 17:20, ora locale, il Santo Padre è giunto sul Lungomare di Copacabana e dall’auto panoramica ha salutato i la folla di giovani che era lì ad attenderlo. Il Papa ha chiesto che si andassero a cercare i rappresentanti dei “laboradores excluidos” argentini o “cartoneros” e fossero messi sul palco vicino a lui durante la Via Crucis. In Argentina i “cartoneros” sono uomini e donne senza lavoro costretti a vivere nelle “villas miserias”, le favelas argentine. Dopo la devastante crisi economica del 2011 sono circa centomila gli uomini e donne che vivono frugando nelle immondizie alla ricerca di cartone, metallo e cibo.

Alle 18:00 ha avuto inizio la Via Crucis con le 14 Stazioni. Tredici Stazioni si trovavano lungo un percorso di 900 metri presso il Viale Atlantico, il lungomare di Copacabana, l’ultima Stazione è stata rappresentata sul palco centrale dove si trovava Papa Francesco. Un cast di 280 artisti e volontari ha animato la celebrazione di un’ora e un quarto. I testi delle meditazioni erano stati composti dai sacerdoti dehoniani Padre Zezinho e Padre Joãozinho, noti in Brasile per il loro impegno con i giovani.

Al termine della Via Crucis, Papa Francesco ha ricordato il cammino della Croce “che è uno dei momenti forti della Giornata Mondiale della Gioventù”. Dal 1984, la Croce “ha percorso tutti i Continenti e ha attraversato i più svariati mondi dell’esistenza umana, restando quasi impregnata dalle situazioni di vita dei tanti giovani che l’hanno vista e l’hanno portata”. Fu al termine dell’Anno Santo della Redenzione che il Beato Giovanni Paolo II volle affidare la Croce ai giovani dicendo loro: “‘Portatela nel mondo come segno dell’amore di Gesù per l’umanità e annunciate a tutti che solo in Cristo morto e risorto c’è salvezza e redenzione'”.

“Nessuno può toccare la Croce di Gesù senza lasciarvi qualcosa di se stesso e senza portare qualcosa della Croce di Gesù nella propria vita. – ha detto il Papa rivolgendo tre domane ai giovani: “Che cosa avete lasciato nella Croce voi, cari giovani del Brasile, in questi due anni in cui ha attraversato il vostro immenso Paese? E che cosa ha lasciato la Croce di Gesù in ciascuno di voi? E, infine, che cosa insegna alla nostra vita questa Croce?”

“Un’antica tradizione della Chiesa di Roma – ha ricordato il Pontefice – racconta che l’Apostolo Pietro, uscendo dalla città per scappare dalla persecuzione di Nerone, vide Gesù che camminava nella direzione opposta e stupito gli domandò: ‘Signore, dove vai?’. La risposta di Gesù fu: ‘Vado a Roma per essere crocifisso di nuovo’. In quel momento, Pietro capì che doveva seguire il Signore con coraggio, fino in fondo, ma capì soprattutto che non era mai solo nel cammino; con lui c’era sempre quel Gesù che lo aveva amato fino a morire. Ecco – ha proseguito il Papa – Gesù con la sua Croce percorre le nostre strade e prende su di sé le nostre paure, i nostri problemi, le nostre sofferenze, anche le più profonde. Con la Croce Gesù si unisce al silenzio delle vittime della violenza, che ormai non possono più gridare, soprattutto gli innocenti e gli indifesi; con la Croce, Gesù si unisce alle famiglie che sono in difficoltà, e che piangono la tragica perdita dei loro figli, come nel caso dei 242 giovani vittime dell’incendio nella città di Santa María all’inizio di quest’anno. Preghiamo per loro. Con la Croce Gesù si unisce a tutte le persone che soffrono la fame in un mondo che, dall’altro lato, si permette il lusso di gettare via ogni giorno tonnellate di cibo; con la Croce, Gesù è unito a tante madri e a tanti padri che soffrono vedendo i propri figli vittime di paradisi artificiali come la droga; con la Croce, Gesù si unisce a chi è perseguitato per la religione, per le idee, o semplicemente per il colore della pelle; nella Croce, Gesù è unito a tanti giovani che hanno perso la fiducia nelle istituzioni politiche perché vedono l’egoismo e la corruzione o che hanno perso la fede nella Chiesa, e persino in Dio, per l’incoerenza di cristiani e di ministri del Vangelo. Quanto fanno soffrire Gesù le nostre incoerenze! Nella Croce di Cristo c’è la sofferenza, il peccato dell’uomo, anche il nostro, e Lui accoglie tutto con le braccia aperte, carica sulle sue spalle le nostre croci e ci dice: Coraggio! Non sei solo a portarle! Io le porto con te e io ho vinto la morte e sono venuto a darti speranza, a darti vita”.

Nel rispondere alla seconda domanda: “Che cosa ha lasciato la Croce in coloro che l’hanno vista e in coloro che l’hanno toccata?, il Papa ha risposto: “Vedete: lascia un bene che nessuno può darci: la certezza dell’amore fedele di Dio per noi. Un amore così grande che entra nel nostro peccato e lo perdona, entra nella nostra sofferenza e ci dona la forza per portarla, entra anche nella morte per vincerla e salvarci. Nella Croce di Cristo c’è tutto l’amore di Dio, c’è la sua immensa misericordia. E questo è un amore di cui possiamo fidarci, nel quale possiamo credere. Cari giovani – ha proseguito il Pontefice – fidiamoci di Gesù, affidiamoci a Lui perché Lui non delude mai nessuno! Solo in Cristo morto e risorto troviamo la salvezza e la redenzione. Con Lui, il male, la sofferenza e la morte non hanno l’ultima parola, perché Lui ci dona speranza e vita: ha trasformato la Croce dall’essere uno strumento di odio, di sconfitta e di morte ad essere un segno di amore, di vittoria, di trionfo e di vita”.

“Tanti volti li abbiamo visti nella ‘Via Crucis’, tanti volti hanno accompagnato Gesù nel cammino verso il Calvario – ha detto il Papa – Pilato, il Cireneo, Maria, le donne… Io oggi ti chiedo: Tu come chi di loro vuoi essere? Vuoi essere come Pilato che non ha il coraggio di andare controcorrente per salvare la vita di Gesù e se ne lava le mani. Dimmi: sei uno di quelli che si lavano le mani, che fa il finto tonto e guarda dall’altra parte? O sei come il Cireneo, che aiuta Gesù a portare quel legno pesante, come Maria e le altre donne, che non hanno paura di accompagnare Gesù fino alla fine, con amore, con tenerezza. E tu, come chi di questi vuoi essere? Come Pilato, come il Cireneo, come Maria? Gesù ti sta guardando adesso e ti dice: mi vuoi aiutare a portare la Croce? Fratelli e sorelle: con tutta la tua forza di giovane, che cosa Gli rispondi’?” – ha infine domandato il Papa esortando i giovani con queste parole: “Cari giovani, alla Croce di Cristo portiamo le nostre gioie, le nostre sofferenze, i nostri insuccessi; troveremo un Cuore aperto che ci comprende, ci perdona, ci ama e ci chiede di portare questo stesso amore nella nostra vita, di amare ogni nostro fratello e sorella con questo stesso amore”.

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