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Bologna – Arrestato artista della truffa: in manette un 42enne

Sabato pomeriggio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro e del Nucleo Carabinieri Banca D’Italia di Bologna hanno tratto in arresto un 42enne pregiudicato bolognese, mentre stava per portare a termine l’ultimo colpo: una truffa di 450 euro ai danni di un parroco della città. Al suo attivo altri 21, tutti ai danni di istituti religiosi e parrocchie. I Carabinieri lo hanno bloccato intorno alle 15,30 dopo aver intascato una busta contenente le banconote appena ricevute da un anziano sacerdote, che lo conosceva sin da giovane. Il prelato era convinto che quell’uomo fosse in gravi difficoltà economiche e che quel denaro gli servisse per acquistare un elettrodomestico, ma questo era quello che l’astuto truffatore gli aveva fatto credere. I Carabinieri erano già da circa un mese sulle tracce del truffatore il quale aveva posto in atto una lunga serie di raggiri fruttati diverse migliaia di euro. Ad accorgersi delle manovre sospette sono stati infatti i Carabinieri del Nucleo Banca d’Italia di Bologna che hanno notato un continuo andirivieni di suore e prelati che, con in mano delle ricevute di bonifico, chiedevano di parlare con un fantomatico dirigente della Banca per poter riscuotere un lascito in favore dei loro istituti. Ovviamente non esisteva il loro interlocutore come, ovviamente, alcun lascito. L’uomo telefonava agli istituti ecclesiastici di Bologna (solo 23 quelli sinora accertati) spacciandosi come funzionario della Banca d’Italia di Bologna o, solo in alcuni casi, come dirigente delle Poste Italiane chiedendo riscontro su un lascito proveniente dalla Svizzera in loro favore. Ovviamente le vittime cadevano dalle nuvole e rimanevano incuriosite. Il truffatore proseguiva quindi riferendo che, per poter ricevere la somma a loro devoluta, doveva immediatamente effettuare un bonifico sulle coordinate di una “Genius Card” o di una “Postepay” entrambe intestate a lui, figlio della defunta benefattrice. Quei soldi servivano per “sdoganare” la somma proveniente dall’estero. Con la ricevuta del versamento sarebbero quindi dovuti andare presso la Banca d’Italia o, in alternativa, presso le poste centrali per poter entrare in possesso della donazione.Il giochetto gli era sempre riuscito e gli era fruttato un buon gruzzoletto (circa 700 euro al giorno) tutti sperperati al Bingo ed ai cavalli.
A inizio novembre ha dovuto però modificare la sua tecnica a seguito del blocco dei citati bancomat, mantenendo però il suo obiettivo in campo ecclesiastico. Qualche giorno prima, infatti, si era spacciato come funzionario della Banca d’Italia di Parma (filiale chiusa ormai da diverso tempo) facendo insospettire due sacerdoti che hanno così immediatamente segnalato il fatto, determinando il blocco del conto associato alle sue carte. Invece di proporre il lascito, ha così tentato la strada della pietà per trarre in inganno proprio il parroco che lo conosceva meglio, sfruttando a suo favore proprio tale dettaglio. La mattina di sabato scorso ha così telefonato al parroco, chiedendo se avesse potuto prestargli la somma di 450 euro necessaria per l’urgente acquisto di un frigorifero, con la promessa che gli avrebbe restituito il denaro insieme ad altri 500 euro che il prete gli aveva già concesso tempo addietro, a seguito di un’analoga richiesta. Fortunatamente i Carabinieri lo stavano pedinando e così hanno avvicinato il prete riuscendo a farsi raccontare la vicenda. Il parroco non nutriva infatti particolari sospetti sull’uomo e difficilmente avrebbe altrimenti informato i Carabinieri dell’accaduto. Dopo averlo messo in guardia sulle intenzioni del truffatore, i militari gli hanno così teso la trappola, cogliendolo con le mani nel sacco. Dopo averlo visto intascare la somma, lo hanno seguito presso la vicina sala Bingo dove era già pronto a spendere il denaro ricevuto e lo hanno arrestato. A casa gli investigatori dell’Arma hanno rinvenuto peraltro la documentazione relativa al rilascio delle carte bancomat utilizzate per compiere le operazioni fraudolente, nonché la lista con i numeri di telefono degli istituti ecclesiastici contattati. Fra questi anche quelli relativi a strutture fuori provincia, probabile obiettivo di future truffe.

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