header photo

ingrandisci il testo rimpicciolisci il testo testo normale feed RSS Feed

“AQUINUM X. DIECI ANNI DI SCAVI NELL’AREA ARCHEOLOGICA DI CASTROCIELO”

DAL 16 MAGGIO AL MUSEO STORICO-ARCHEOLOGICO UNISALENTO UNA MOSTRA SULLE CAMPAGNE DI SCAVO IN PROVINCIA DI FROSINONE DIRETTE DAL PROFESSOR GIUSEPPE CERAUDO

“Aquinum X. Dieci anni di scavi nell’area archeologica di Castrocielo” è la mostra fotografica che verrà inaugurata giovedì 16 maggio 2019 al MUSA, il Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento (via di Valesio, angolo viale San Nicola, Lecce), e dedicata appunto alla decennale attività di scavo nell’area archeologica di Aquinum (Castrocielo, provincia di Frosinone) portata avanti sotto la direzione del professor Giuseppe Ceraudo del Laboratorio di Topografia Antica del Dipartimento di Beni Culturali dell’Ateneo. Inaugurazione alle ore 10, con una giornata di studi che vedrà l’intervento di numerosi studiosi (programma dettagliato in allegato).

«A dieci anni dall’avvio delle annuali campagne di scavo, il sito della colonia romana di Aquinum è ormai un’importante realtà nel panorama archeologico italiano», sottolinea Ceraudo, «Le monumentali terme che stanno venendo alla luce presentano soluzioni architettoniche del tutto peculiari. Queste, nell’ambito di un quadro tipologico legato agli edifici termali, costituiscono forse un unicum per dimensioni e articolazione planimetrica, fornendo un ulteriore importante tassello alla conoscenza della città romana e confermandola come centro urbano tra i più significativi dell’Italia romana nella prima età imperiale. Tutto questo ha determinato un inaspettato interesse e una notevole curiosità, non solo tra gli addetti ai lavori. Una serie di importanti ritrovamenti, quali pregiati pavimenti musivi, statue in marmo, colonne, iscrizioni, sulle quali in qualche modo si eleva la scoperta del ritratto in marmo attribuito a Giulio Cesare, hanno consentito all’area archeologica di Aquinum di salire alla ribalta nazionale e internazionale, tanto da essere indicata a livello mediatico come uno scavo “fortunato”. Alla base di queste eclatanti scoperte, però, non vi è il caso ma una regolare e pianificata attività di ricerca che si protrae ormai da oltre due decenni e che si è venuta a sviluppare nell’ambito di un grande Progetto multidisciplinare. Tutte queste attività, svolte all’interno dell’area archeologica, sono il frutto della decisa volontà di valorizzare il patrimonio storico e culturale di Aquinum, operando nel rispetto delle diverse competenze professionali, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, Rieti, con il sostegno del Comune di Castrocielo proprietario dell’area e sotto la direzione e il coordinamento dell’affiatato gruppo di lavoro della nostra Università».

Il sito archeologico di Aquinum ha raggiunto grande notorietà a livello nazionale grazie alla comunicazione online. A partire dal 2014, la crescita dell’interesse online – soprattutto sui social network (pagina FB @ancientaquinum) – è stato lento ma costante, basato essenzialmente sulla qualità dei contenuti condivisi, in una sorta di racconto delle attività di scavo e soprattutto degli importanti rinvenimenti. Utilizzando un “tono di voce” colloquiale ma mai banale, e nel contempo mantenendo la priorità della comunicazione scientifica, si è riusciti a ottenere un target di pubblico composto da molti archeologi ed esperti del settore storico-culturale, ma coinvolgendo anche un buon numero di fan locali, appassionati, cittadini che hanno tra i propri interessi quello di tutelare e valorizzare il proprio patrimonio culturale.

Nessun Commento »

Puoi lasciare una risposta utilizzando il modulo in fondo. Il trackback non è attualmente abilitato.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Lascia un commento

Devi eseguire il login per inviare un commento.