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ANGELUS: LA COMPASSIONE DI GESÙ È COME L’AMORE DI UNA MADRE

(VIS). Alle 12:00 di questa mattina, nell’affacciarsi alla finestra del suo studio per la recita dell’Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha ricordato che il mese di giugno è tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù “massima espressione umana dell’amore divino”.

“La pietà popolare – ha detto il Papa – valorizza molto i simboli, e il Cuore di Gesù è il simbolo per eccellenza della misericordia di Dio; ma non è un simbolo immaginario, è un simbolo reale, che rappresenta il centro, la fonte da cui è sgorgata la salvezza per l’umanità intera”. Tra i diversi riferimenti al Cuore di Gesù nei Vangeli, il Papa ha citato il racconto della morte di Cristo secondo Giovanni: quando Gesù era già morto, un soldato gli colpì il fianco con la lancia e da quella ferita uscirono sangue ed acqua. “Giovanni – ha detto il Papa – riconobbe in quel segno, apparentemente casuale, il compimento delle profezie: dal cuore di Gesù, Agnello immolato sulla croce, scaturisce per tutti gli uomini il perdono e la vita”.

“Ma la misericordia di Gesù non è solo sentimento, anzi, è una forza che dà vita, che risuscita l’uomo!” come dice il Vangelo di oggi che narra la grande compassione di Gesù per la vedova di Nain, nel momento in cui si svolge il funerale dell’unico figlio. “Dice l’evangelista Luca: ‘Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei’. Questa ‘compassione’ è l’amore di Dio per l’uomo, è la misericordia, cioè l’atteggiamento di Dio a contatto con la miseria umana, con la nostra indigenza, la nostra sofferenza, la nostra angoscia. Il termine biblico ‘compassione’ richiama le viscere materne: la madre, infatti, prova una reazione tutta sua di fronte al dolore dei figli. Così ci ama Dio, dice la Scrittura”.

“E qual è il frutto di questo amore? È la vita! Gesù disse alla vedova di Nain: ‘Non piangere!’, e poi chiamò il ragazzo morto e lo risvegliò come da un sonno. La misericordia di Dio dà vita all’uomo, lo risuscita dalla morte. Il Signore ci guarda sempre con misericordia, ci attende con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona. È pura misericordia!”

Al termine della recita dell’Angelus, Papa Francesco ha annunciato che oggi a Cracovia (Polonia), vengono proclamate Beate due Religiose polacche: Sofia Czeska Maciejowska

che nella prima metà del secolo XVII fondò la Congregazione delle Vergini della Presentazione della Beata Vergine Maria; e Margherita Lucia Szewczyk, che nel secolo XIX ha fondato la Congregazione delle Figlie della Beata Vergine Maria Addolorata. “Con la Chiesa che è in Cracovia rendiamo grazie al Signore!”.

Infine, il Papa ha ringraziato un gruppo di pellegrini di Ortona, dove si venerano le spoglie dell’Apostolo Tommaso, che hanno realizzato un cammino “da Tommaso a Pietro”.

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