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Assegno di cura, Zullo: “E’ il momento di fare chiarezza sui criteri e i tempi dell’erogazione”

Il presidente del gruppo regionale Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo, ha chiesto l’audizione in Commissione Sanità degli assessori alla Sanità e al Welfare e delle Associazioni di tutela dei malati.
“E’ il momento di fare davvero chiarezza sull’assegno di cura, atteso da luglio scorso, che sarebbe dovuto arrivare alla fine di febbraio – c’era un impegno della Regione preso ufficialmente il 14 febbraio scorso – ma che in questi giorni ha subito una sostanziale modifica dei criteri denunciata dagli stessi malati di SLA e delle Associazioni di tutela denunciano. Per questo motivo ritengo che sia indispensabile che i protagonisti di questa vicenda (gli assessori alla Sanità e al Welfare, ma anche le Associazioni di tutela degli ammalati) vengano in Commissione Sanità per fare chiarezza.
Sembra, infatti, davvero un’ulteriore beffa nei loro confronti la delibera dell’8 marzo scorso con la quale le Asl hanno iniziato a pagare l’assegno per gli ammalati che hanno un punteggio minimo di 85, tagliando titolari di un diritto acquisito. Insomma, si starebbe verificando una vera e propria incoerenza dei criteri adottati dalla Regione nella concessione dell’assegno di cura e una non efficiente rete dei servizi di assistenza. Inutile ricordare che in base ai nuovi Lea hanno potenziato l’assistenza nei confronti dei soggetti affetti da Sla o altre patologie degenerative: dal diritto ad ottenere dal SSN (senza oneri per il cittadino) i dispositivi medici monouso ai percorsi assistenziali integrati domiciliari, territoriali, semiresidenziali e residenziali per l’erogazione congiunta di attività e prestazioni afferenti all’area sanitaria e all’area dei servizi sociali; dall’assistenza sociosanitaria alle persone con disabilità all’assistenza residenziale extraospedaliera ad elevato impegno sanitario passando sia dall’Assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale alle persone non autosufficienti fino all’ assistenza socio-sanitaria semiresidenziale e residenziale alle persone con disabilità.
Non possiamo far finta di nulla e girare lo sguardo e le spalle dall’altro lato! Di fronte all’ammonimento di alcuni di loro, che invitano la classe politica e dirigenziale a provare vergogna per quanto sta accadendo, abbiamo il dovere di comprendere come poter corrispondere al meglio ai bisogni di detti pazienti e per questo credo sia utile convocare una riunione della Commissione Sanità per procedere alle audizioni per comprendere ciò che sta accadendo, quali somme sono a disposizione realmente e come si intende procedere all’erogazione dell’assegno di cura”./

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