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Puglia-Operai forestali: i problemi esposti ai capigruppo in Consiglio regionale

Non pretendono di essere assunti dalla Regione, non chiedono un lavoro stabile, ma quanto meno la certezza d’essere chiamati a svolgere giornate di lavoro annuali sufficienti a godere delle indennità di disoccupazione, per poter vivere con serenità con le proprie famiglie. Sono gli operai forestali interinali, ascoltati in Consiglio regionale in un breve incontro. Prima della seduta in Aula, una delegazione dei lavoratori, impegnati dall’Arif Puglia attraverso le Agenzie di lavoro interinali, ha potuto esporre i problemi ai capigruppo e agli assessori al lavoro Sebastiano Leo e all’agricoltura Lello Di Gioia.
Si tratta di trecento operai – sotto il palazzo di via Capruzzi era in corso una corretta protesta – che dal 2011 prestano lavori saltuari nel settore boschivo- irriguo. Lamentano la totale precarietà delle “somministrazioni”, che non garantiscono le giornate minime annuali. Sotto le 151 contributive qualsiasi ammortizzatore è negato: nel 2017 la media si è fermata a 61 giorni.
I lavoratori chiedono alla Regione un “margine di sicurezza”, un incremento delle giornate sufficiente a raggiungere il tetto minimo fissato e l’avvio di un percorso di riconoscimento, un progetto di stabilizzazione, consapevoli che non potrà essere immediata.
Capigruppo e assessori hanno ascoltato gli argomenti, esposti con toni corretti e in qualche momento accorati. La Regione è consapevole di dover affrontare questi problemi, insieme a tutti quelli del comparto, ha osservato il presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo. Si tratta di definire una programmazione seria per incrementare il patrimonio boschivo della Puglia e realizzare sul territorio interventi idonei a prevenire il fenomeno degli incendi estivi. Occorre trovare le risorse per finanziare una rinnovata politica forestale e di difesa del suolo.
Si dovrà far uscire i lavoratori dalla precarizzazione che soffrono attualmente. Per Loizzo, il problema della stabilizzazione andrebbe affrontato abbandonando l’interinalità, attraverso rapporti contrattuali su base privatistica con i lavoratori.

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