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Macerata: grande successo e partecipazione per l’evento finale del progetto di inclusione “In Opera”

Cineteatro Italia sold out per l’evento conclusivo di “In Opera”. il progetto inclusivo dell’assessorato
alle Politiche Sociali del Comune di Macerata, guidato dal vice sindaco Francesca D’Alessandro, che
mette la cultura al servizio del sociale.
Il progetto In Opera, rivolto agli anziani, ai malati di Alzheimer, alle persone con disabilità, a persone
con malattia psichiatrica è stato un lavoro corale e ha rappresentato un percorso inclusivo di
avvicinamento all’opera lirica, in tutte le sue sfaccettature, rendendola fruibile a tutti e per queste
ragioni molto apprezzato.
La cittadinanza ha partecipato numerosissima (circa 500 persone) all’evento – presentato dal giornalista
Paolo Notari – che ha visto la partecipazione della Banda Salvadei e del direttore artistico del Macerata
Opera Festival Paolo Gavezzeni.
Nella sala strapiena si sono respirate, alla presenza delle principali autorità istituzionali tra cui tra cui la
senatrice Elena Leonardi, i consiglieri regionali Anna Menghi, Simone Livi e Pierpaolo Borroni, tante
emozioni che hanno accompagnato tutta la serata perché il tema della disabilità e dell’inclusione ha dato
la possibilità a tante persone, che generalmente rimangono ai margini di eventi e della vita culturale, di
vivere intensamente un’esperienza positiva e da protagonisti.
“Una serata straordinaria che come Amministrazione abbiamo voluto fortemente e che giunge al termine
di un percorso durato quasi un anno in cui abbiamo creduto in tanti – ha affermato il vice sindaco
Francesca D’Alessandro-. Abbiamo raggiunto un grande risultato grazie ad un importante lavoro di
squadra, formata da un team di professionisti che si sono messi a disposizione di questa iniziativa. E la
città ha risposto con grande entusiasmo dimostrando così sensibilità ed attenzione a queste tematiche.
Come Assessorato la priorità era di mettere al centro dell’azione amministrativa la disabilità con tutto
quello che significa e comporta, ovvero attenzionare le famiglie che nel corso della vita trovano tanti
ostacoli, battaglie sui diritti che sembrano scontate ma così non sono, battaglie concrete, sull’autonomia,
percorsi che dobbiamo affrontare insieme, istituzioni e terzo settore, per non farle sentire sole. Ma quella
della disabilità è anche una battaglia culturale. Viviamo in una società edonistica, individualista, spesso
indifferente alle necessità degli altri e la disabilità, in qualche modo, obbliga a prendere una posizione.
Lavoreremo anche con le scuole affinché si possa sensibilizzare i ragazzi ad una cultura dell’inclusività,
del rispetto dell’altro. La cultura è benessere e deve essere democratica, allora debbono fruirne tutti, a
prescindere dalle condizioni sociali, economiche e personali. Abbiano organizzato numerosi laboratori
volti ad offrire la possibilità di godere della bellezza dell’arte, della musica, dei costumi. Con questo
progetto, che è una vera e propria battaglia di civiltà, affermiamo che ogni persona ha una sua dignità a
prescindere da cosa possa fare o non possa fare. La dignità viene dall’essere e non dal fare”.
Molto apprezzato anche l’intervento del direttore del MOF Paolo Gavazzeni che ha fatto un excursus sul
tema della follia nell’opera.

A seguire la proiezione del docufilm del regista Leonardo Accattoli “Senza fissa dimora emotiva” che
ha lasciato i presenti con un bagaglio di emozioni molto forti. Accattoli ha presentato la sua opera dove i
protagonisti sono stati i ragazzi e le persone seguite da Anffas, Nuovi Amici, IRCR, Papa Giovanni, Di
Bolina, Ci sono anch’io, Centro psichiatrico Ast, Centro Diurno per persone affette da Alzheimer La
Sorgente, e che sono stati messi nella condizione di narrare le esperienze vissute con le attività del
progetto curate dall’attore e regista Michele Pirani.
Al progetto si è unita anche Astuta Ability Academy, un’accademia di formazione per ragazzi con
diagnosi di autismo con cui c’è stata una grande sinergia, collaborazione e condivisione di intenti.
“Questo evento ci ha dato l’opportunità di raccontare l’esperienza di ‘Senzarete’ e ‘Birracca’, un’azienda
di cui sono amministratrice – ha detto Gioia De Angelis – che produce birra artigianale sociale e che si
occupa di inserimento lavorativo di persone con autismo con l’obiettivo di renderle autonome,
indipendenti, realizzate e in piena relazione con il contesto in cui vivono”.
Chiusura della serata, sotto il loggiato del Palazzo degli Studi, con l’Aperitivo Inclusivo a base di birra
artigianale “Birracca” e catering curato da Tuttincluso, Impresa Sociale dell’Anffas di Macerata.

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